Rivista trimestrale di diritto pubblico

La Rivista, fondata nel 1951 da Guido Zanobini e oggi diretta da Sabino Cassese, ospita i contributi originali più significativi in ogni settore del diritto pubblico e delle scienze amministrative.

Oltre agli articoli, la rivista ospita cronache, rassegne e notizie. Contiene, inoltre, sotto forma di rivista bibliografica, una vasta rassegna informativa del movimento delle idee e degli indirizzi normativi italiani e stranieri: un prezioso materiale di documentazione sui maggiori problemi del diritto pubblico.

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In evidenza


n. 1 - 2021 gennaio / marzo

La Costituzione “dimenticata”. Introduzione

Nell’articolo si ricostruiscono le ragioni storiche e istituzionali che hanno determinato la mancata o parziale attuazione di alcune disposizioni della Costituzione italiana. Anche se le cause sono state diverse, tale inattuazione ha avuto due effetti «unitari». Il primo è che essa ha prodotto una continuità tra l’Italia repubblicana e quella monarchica. Il secondo è che essa ha rafforzato lo Stato a scapito della società. Ci si interroga, infine, se alcune istituzioni, come la Corte costituzionale o il Presidente della Repubblica, avrebbero potuto sollecitare il legislatore ad attuare le norme costituzionali «dimenticate».

La parità di genere

Il contributo si propone di ricostruire la genesi e lo stato di attuazione del principio di parità di genere, espresso in primis nell’art. 3 Cost. Dall’analisi della discussione in Assemblea Costituente, emerge che su questo tema il dibattito è stato assai vivace. L’orientamento trasfuso nel testo approvato rispecchia una concezione del ruolo delle donne nella società più avanzata di quella ai tempi condivisa dall’opinione pubblica. Anche per questo, la sua attuazione concreta è stata lunga e complessa e non pare essere ancora giunta a compimento. Tuttavia, buone prassi e sperimentazioni virtuose attualmente non mancano e poggiano oggi su un substrato culturale finalmente maturo, che può indurre a guardare al prossimo futuro con cauto ottimismo.

Il risparmio popolare e l’investimento azionario nei grandi complessi produttivi

Il secondo comma dell’art. 47 della Costituzione prevede che la Repubblica «[f]avorisce l’accesso del risparmio popolare al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese». La norma ha avuto scarsa applicazione in concreto. Il contributo ricostruisce i motivi, storici e ideologici, che hanno spinto a inserirla in Costituzione, i limiti della sua attuazione, da parte del legislatore e del giudice costituzionale, le ragioni della inattuazione, e i profili di una sua possibile attualità.

Direzione e Redazione

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