Rivista trimestrale di diritto pubblico

La Rivista, fondata nel 1951 da Guido Zanobini e oggi diretta da Sabino Cassese, ospita i contributi originali più significativi in ogni settore del diritto pubblico e delle scienze amministrative.

Oltre agli articoli, la rivista ospita cronache, rassegne e notizie. Contiene, inoltre, sotto forma di rivista bibliografica, una vasta rassegna informativa del movimento delle idee e degli indirizzi normativi italiani e stranieri: un prezioso materiale di documentazione sui maggiori problemi del diritto pubblico.

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n. 1 - 2019 gennaio / marzo

Che cosa resta dell’amministrazione pubblica?

In tema di pubblica amministrazione vi sono ormai numerose voci critiche. Alcune esprimono l’insofferenza di chi detiene il potere politico e pretende che l’amministrazione sia la fedele e meccanica esecutrice della sua volontà; altre sono più preoccupate dell’effettiva capacità dell’amministrazione di svolgere i suoi compiti; altre ancora reagiscono all’eccessivo peso di regole e controlli. In questo quadro, molteplici sono i fattori di crisi, alcuni di origine esterna alle amministrazioni, i restanti provenienti dallo stesso corpo amministrativo. Essi causano, nel complesso, un significativo restringimento del perimetro di azione delle pubbliche amministrazioni, a sua volta frutto di una più generale tendenza a considerare il diritto amministrativo come un campo dominato solo da due tensioni, quella tra legge e amministrazione e quella tra giudice e amministrazione.

Politica e amministrazione: «the Italian Style»

L’articolo prende in esame un profilo cruciale per comprendere i vizi e le virtù della pubblica amministrazione in Italia: il rapporto tra politica e burocrazia, con particolare riferimento all’amministrazione centrale dello Stato. Sono così ricostruiti, indagandone le cause e gli effetti, due fenomeni che mostrano la mancata separazione tra politica e amministrazione nel sistema italiano: la «esondazione» legislativa — ad opera di Governo e Parlamento — nelle scelte amministrative e le modalità con cui sono stati con il tempo disciplinati il sistema delle nomine dirigenziali e la carriera degli stessi dirigenti. Sono poi illustrati due casi di riforme, una fallita e una riuscita, in materia di dirigenza pubblica. In conclusione, sono presentati i principali nodi problematici del rapporto tra politica e amministrazione e vengono prospettati alcuni possibili rimedi nel breve e nel lungo periodo.

Come le attività della Corte dei conti incidono sulle pubbliche amministrazioni

Le attività della Corte dei conti hanno la capacità di pervadere l’agire quotidiano delle pubbliche amministrazioni, soprattutto a livello funzionale. Il saggio esamina come, in merito alle principali categorie di attività svolte dalla Corte (in materia di controlli, agenti contabili e accertamento della responsabilità amministrativa), le amministrazioni si lasciano condizionare in molti aspetti della loro azione, anche sulla base di riflessi condizionati o, più o meno fondati, timori. Tale analisi tiene conto della enorme complessità del quadro normativo in materia di controlli e delle disfunzioni che discendono, altresì, dalla sovrapposizione di compiti e ruoli. La perdurante crisi della finanza pubblica esacerba un tale scenario. Tuttavia, a livello territoriale, dove le attività della Corte non possono avere la stessa pervasività che raggiungono a livello centrale, cattivi usi delle risorse pubbliche risultano più frequenti e diffusi.

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La Rivista, fondata nel 1951 da Guido Zanobini e oggi diretta da Sabino Cassese, ospita i contributi originali più significativi in ogni settore del diritto pubblico e delle scienze amministrative.

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