Cronache amministrative 2011

Quello del centocinquantenario è stato, anche per le pubbliche amministrazioni,
un anno segnato dalla crisi economica e dall’instabilità istituzionale.
L’esigenza di porre rimedio agli squilibri nella finanza pubblica ha indotto a
operare ben tre manovre finanziarie con decretazione d’urgenza (le ultime due
del governo Berlusconi, la prima del governo Monti), oltre alla legge di stabilità
e a un ulteriore complesso intervento normativo operato per decreto-legge. La
finanza è stata quindi, ancora più che nel recente passato, il motore delle
riforme e degli assestamenti amministrativi. Non si sono registrate grandi
riforme legislative, iniziative governative o svolte giurisprudenziali, ma molti
aggiustamenti normativi e applicativi. Le misure introdotte dal legislatore, per
lo più in una logica emergenziale, hanno risentito dell’esigenza di ottenere
risultati finanziari immediati, senza un’adeguata preparazione e valutazione di
impatto. Per quanto riguarda gli interventi sull’organizzazione amministrativa
e sul personale, nonostante l’enunciata intenzione di procedere a interventi
mirati e selettivi, hanno continuato a dominare i tagli lineari e le previsioni
trasversali. La stessa logica ha caratterizzato interventi normativi di taglio
generale volti alla semplificazione e liberalizzazione, in realtà poco innovativi
e così generici da essere destinati a rimanere inapplicati. In assenza di grandi
riforme, è proseguito il processo di attuazione di alcune delle principali innovazioni
degli anni precedenti.