Una nuova formazione per la PA digitale proiettata al futuro

Tra le priorità indicate dalla Commissione europea per il rilancio europeo post-pandemico, l’ampliamento delle competenze digitali dei suoi cittadini ed il rafforzamento delle proprie amministrazioni sono dei pilastri per la rinascita digitale europea. Questi due punti sono infatti interconnessi fra loro: per avere una Pubblica Amministrazione digitale efficiente, è necessario avere dei cittadini formati su quanto il panorama tecnologico ha da offrire oggi. Per questo è sempre più frequente vedere percorsi di formazione, soprattutto in ambienti universitari, che ambiscono ad istruire professionisti nell’e-goverment. Il breve contributo si propone dunque di presentare alcuni corsi di formazione universitari sul tema, analizzando le caratteristiche comuni e gli obiettivi prefissati dagli stessi.

 

Il piano di ripresa ideato dalla Commissione europea, al quale è succeduto quello italiano e di altri stati europei, ha messo al centro la necessità di ammodernare le infrastrutture pubbliche e private europee. In particolare, l’Agenda digitale dell’Unione europea (UE) ha individuato, tra le altre, due priorità su cui agire: la modernizzazione delle Pubbliche Amministrazioni (PA) ed il rafforzamento delle skills digitali dei suoi cittadini. I dati evidenziati dal DESI – Digital Economy and Society Index 2020 (il report completo è consultabile qui), testimoniano molto bene come sia necessario ampliare le conoscenze degli europei e delle loro amministrazioni sul piano tecnologico e digitale.

  • Per quel che concerne il primo punto, nonostante negli ultimi quattro anni (2015-2019) il livello di competenze digitali di base degli europei è cresciuto, il 42% afferma di non possedere le skills di base, contro il 58% che afferma di possederle.
  • Per quel che concerne invece il livello tecnologico dei servizi pubblici, il contesto è decisamente migliore. A causa degli eventi succedutisi negli ultimi anni, molte PA europee hanno migliorato i propri servizi online, sia dal punto di vista qualitativo, sia nell’utilizzo. Questo salto di qualità è evidenziato dalle attività degli utenti: nel 2019 si è registrato che il 67% degli utenti digitali compila ed invia documenti ammnistrativi tramite formulari e piattaforme digitali.

Soprattutto dopo la crisi pandemica del Covid-19, le aspettative sul futuro digitale delle PA sono notevolmente aumentate. L’ammodernamento delle stesse, il quale rafforza il cd. Digital Government infatti, può fornire ai suoi cittadini un sistema più agile, trasparente, aperto e comprensibile.

Proprio per questo, l’offerta formativa su temi inerenti all’e-government, in particolare erogata attraverso corsi e master universitari, è in rapido aumento. Numerose sono le università di prestigio che in Italia ed all’estero stanno attivando dei percorsi formativi che possano rispondere ad un sempre maggiore interesse sul tema.

  1. Tra le università che si stanno lanciando in questo settore abbiamo la francese Science Po, che attraverso il suo master “Policy stream: Digital, New Technology and Public Policy” (maggiori informazioni qui) mira a fornire un programma multidisciplinare volto a comprendere l’impatto economico, sociale, giuridico, politico ed etico delle nuove tecnologie, dai big data all’Intelligenza Artificiale (IA).
  2. Come è noto, determinati Paesi europei come l’Estonia sono da anni all’avanguardia nella digitalizzazione sia nel settore pubblico che privato. Questo si riflette sull’offerta formativa proposta dalla TalTech di Tallinn con il master “Technology Governance and Digital Transformation” (maggiori informazioni qui) che offre, appunto, un approccio volto alla comprensione delle dinamiche dell’innovazione tecnologica e sociale ed il ruolo dei diversi attori (imprenditori, grandi aziende, governi) con una particolare attenzione al tema della sostenibilità.
  3. L’Italia non rimane a guardare e tra le offerte degli atenei nostrani si evidenzia quella dell’Università di Roma Tre con un Master di II livello denominato “Lo Stato digitale” (maggiori informazioni qui). A differenza dei corsi già citati, in questo caso vi è un chiaro indirizzo volto alla formazione specifica di funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione.
  4. In ultimo, ma non per importanza, vi è il Master in Artificial Intelligence for Public Services (AI4Gov – maggiori informazioni qui), unicum nel panorama europeo ed internazionale che vede la compartecipazione di importanti realtà accademiche al corso: l’Università Politecnica di Madrid, il Politecnico di Milano, la Friedrich-Alexander-Universität di Erlangen (Norimberga) e la TalTech di Tallinn. Anche in questo caso vi è un indirizzo principalmente rivolto a coloro che lavorano nel settore pubblico che sempre di più richiede conoscenze digitali ai propri operatori. Si tratta dunque di un executive master per professionisti che dunque si svolgerà part-time in modalità virtuale. Segnaliamo agli interessati che seppure la tuition fee dovrebbe essere di circa 17.000 euro, per l’anno accademico 2021/2022 la retta sarà solamente di 2.400 euro grazie al supporto della CEF-Telecom che coprirà i restanti costi.

Tutti i corsi citati sono altamente professionalizzanti e rispondono chiaramente ad una richiesta sempre maggiore da parte del mercato del lavoro di personale formato sull’IA e tecnologie affini. Un punto di forza importante dei due ultimi Master citati è sicuramente quello di avere un obiettivo formativo più chiaro e focalizzato, al contrario dei primi due che cercano di attirare un pubblico più generale.

Ogni Master qui riportato ha delle caratteristiche particolari, seppure hanno in comune il tratto di rivolgersi ad un pubblico principalmente di professionisti. Ciò dimostra dunque un trend importante da parte della classe dirigente, soprattutto del settore pubblico, di attenzionare sempre di più le tematiche digitali, oggi strumento imprescindibile per un Paese all’avanguardia. Le priorità che il mondo accademico sta delineando in merito al Digital Government riguardano prioritariamente la progettazione di politiche innovative rispetto alla rivoluzione tecnologica in vari ambiti e settori e la regolamentazione delle nuove tecnologie con una comprensione delle sfide in gioco in termini di etica, democrazia e sovranità statale. In particolare una delle principali complessità che questo settore, come altri, deve affrontare, riguarda l’equilibrio tra il settore pubblico, privato e la società civile. Tra e-government, start up innovative, internet governance e civic-tech una caratteristica fondamentale per i professionisti del settore si lega alla capacità di gestione digitale tra questi diversi ambiti dai confini estremamente sottili.

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