Montesquieu: le leggi possono trattenere nella loro tela le mosche, ma restano lacerate dagli uccelli

Il brano qui riproposto è tratto dai Pensieri (Pensées) di Montesquieu. La stessa citazione la si ritrova, adattata, in un romanzo di Honoré de Balzac, La maison Nucingen, uno dei 91 compresi nell’affresco avvincente della Comédie humaine (1827-1847). Qui, dopo avere messo in scena l’arrivismo, la labilità morale (per non dire la degradazione) e l’ambizione sfrenata della nuova classe dirigente francese dei primi anni dell’Ottocento, Balzac fa dire a uno dei suoi personaggi, quasi a chiusura del romanzo, una frase lapidaria: “Oh! – dice Blondet – io vedo in ciò che abbiamo detto la parafrasi di un passo di Montesquieu, nel quale egli concentra l’Esprit des Lois: (…) Le leggi sono delle tele di ragno attraverso le quali passano le grosse mosche e restano impigliate le piccole”.

 

Un antico ha paragonato le leggi a quelle ragnatele che, avendo solo la forza di trattenere le mosche, sono lacerate dagli uccelli. Io paragonerei piuttosto le buone leggi a quelle grandi reti in cui i pesci sono prigionieri, ma si credono liberi, e le cattive a quelle reti in cui stanno tanto stretti, che immediatamente comprendono di essere prigionieri.

 

Montesquieu. Antologia degli scritti politici, a cura di Nicola Matteucci, Bologna, Il Mulino, 1961, ma si cita dalla nuova ed. 1977, p. 68. Il romanzo di Balzac, La maison Nucingen, Paris, Calman Levy, 1893.