Istituzioni del federalismo, fascicolo 3/2019, L’amministrazione di fronte alla sfida digitale

In questo post sono illustrati i temi trattati nei dieci saggi del fascicolo monografico che la rivista Istituzioni del federalismo ha dedicato alla “amministrazione di fronte alla sfida digitale”.

 

La rivista “Istituzioni del federalismo” dedica un fascicolo monografico al tema della amministrazione di fronte alla sfida digitale.

Sono pubblicati dieci saggi. Il primo, di Orsoni e D’Orlando, contiene riflessioni introduttive sugli open data e gli algoritmi. Tematiche, queste, caratterizzate da un differente grado di elaborazione da parte della normativa, della giurisprudenza e della letteratura, ma accomunate dal fatto di rappresentare fenomeni di rilevanza crescente nei rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione.

Jean Bernard Auby scrive del diritto amministrativo di fronte alle sfide digitali. Il saggio propone alcune riflessioni generali sulla digitalizzazione dell’azione pubblica e una sintesi delle implicazioni e delle conseguenze che questo fenomeno presenta per il diritto amministrativo.

Il terzo saggio, di Delgado, reca il titolo “Automazione, intelligenza artificiale e pubblica amministrazione: vecchie categorie concettuali per nuovi problemi?”. Esso ha per oggetto l’ambito di utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico, con particolare attenzione alle implicazioni di tale utilizzo su due concetti fondamentali della dogmatica giuridica (quelli di organo e atto).

Di Open Government, Open Data e azione amministrativa, tratta il lavoro di Diana Urania Galetta. Si sostiene la tesi che la digitalizzazione del settore pubblico ha condotto a una rinnovata concezione della funzione amministrativa, sia nei rapporti delle pubbliche amministrazioni tra loro che in quelli tra l’amministrazione pubblica e gli amministrati. Sullo sfondo, emerge la complessa problematica dei cd. big data, la quale assume nel settore pubblico una particolare rilevanza, in rapporto alla tematica degli open data.

Gherardo Carullo si occupa di open data e partecipazione democratica. Il saggio tratta delle opportunità che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione offrono per nuove forme di partecipazione all’esercizio delle funzioni amministrative.

Il sesto saggio, di Maximilien Lanna, è intitolato “Règlement général sur la protection des données et Open Data: enjeux et perspectives”. Esso discute dell’impatto che il nuovo regolamento generale europeo sulla protezione dei dati avrà sui dati pubblici in possesso delle pubbliche amministrazioni e delle opportunità dallo stesso regolamento offerte per lo sviluppo degli open data.

Costantini e Franco (Decisione automatizzata, dati personali e pubblica amministrazione in Europa: verso un “Social credit system”?) affrontano il problema della decisione automatizzata in ambito amministrativo, muovendo dall’esempio del “Social credit system” cinese, un sistema di profilazione di massa che consente allo Stato di raccogliere grandi quantità di dati personali, da elaborarsi da giudici e pubbliche amministrazioni.

Gabriella Racca tratta il tema della modellazione digitale per l’integrità, l’efficienza e l’innovazione nei contratti pubblici. Si argomenta la tesi che la modellazione digitale costituisce uno strumento strategico per sviluppare un modello cooperativo tra gli operatori economici e le pubbliche amministrazioni, al fine della realizzazione tempestiva e della gestione efficiente dei contratti e delle opere pubbliche.

Del Sistema Informativo del Demanio Marittimo (SID) e delle molte problematiche che esso pone, si occupa, nel suo contributo, Pier Marco Rosa Salva.

L’ultimo saggio è di Montessoro e ha per titolo “Cybersecurity: conoscenza e consapevolezza come prerequisiti per l’amministrazione digitale”. Il fatto che il tema della cybersecurity, sostiene l’autore, “coinvolga in misura estremamente rilevante i comportamenti umani, e quindi la conoscenza e la consapevolezza che devono risiedere nelle persone, richiede che il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione sia accompagnato da opportune azioni strutturali di formazione per consentire ai cittadini digitali di muoversi nel nuovo mondo agevolmente e in sicurezza”.

 

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