Verso l’adozione di una moneta digitale? Benefici e limiti dell’introduzione di una moneta basata sulla tecnologia blockchain

Sempre più numerose sono le ricerche e le sperimentazioni sulle possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale al fine di risolvere alcune delle tradizionali problematiche del sistema bancario, quali l’inclusione finanziaria, l’efficienza del sistema dei pagamenti e la cd. Cyber resilience. In quest’ottica, la digital currency, quale sistema di pagamento fondato sulla blockchain o altre forme di distributed ledger technology (DLT), costituisce sempre di più oggetto di attenzione da parte delle banche centrali di tutto il mondo.

Il Paper contiene un’analisi delle principali sperimentazioni e ricerche sinora condotte, individuando i benefici connessi all’implementazione di una Central Bank Digital Currency (CBDC), senza tralasciarne gli aspetti negativi.

 

La ricerca, la sperimentazione e le prime applicazioni pratiche della tecnologia blockchain nell’ambito dell’attività bancaria costituiscono l’oggetto dell’analisi condotta dal World Economic Forum nel White Paper dal titolo “Central Banks and Distributed Ledger Technology: How are Central Banks Esploring Blockchain Today?”, pubblicato nel Marzo 2019. Il Paper si divide in due parti. Una prima parte volge l’attenzione a quei Paesi che si trovano a uno stadio avanzato di ricerca e sperimentazione in questo campo. Una seconda parte è, invece, dedicata più specificamente all’introduzione di una moneta digitale da parte delle banche centrali, ai suoi possibili fruitori e campi di applicazione, nonché ai relativi effetti.

Si ritiene, anzitutto, interessante premettere una breve descrizione di alcune delle possibili applicazioni pratiche della blockchain e della digital currency individuate nel Paper. La CBDC potrebbe, anzitutto, essere utilizzata su larga scala da parte, cioè, di tutti i retail consumers; l’alternativa è limitarne l’utilizzo alle sole banche commerciali e alle clearing house, all’interno del mercato interbancario (si parla, in tal caso, di wholesale central bank digital currency). Ancora, l’utilizzo della DLT potrebbe rappresentare uno strumento utile per tutelare la sicurezza e garantire la continuità dell’operatività del sistema bancario anche a fronte di gravi minacce, come quelle legate al cybercrime, ai malfunzionamenti tecnici, agli eventi naturalistici. La tecnologia blockchain potrebbe, inoltre, venire impiegata per il tracciamento dei pagamenti per scopi di antiriciclaggio o quale sistema alternativo informativo per facilitare la cooperazione e lo scambio di dati tra le varie autorità di vigilanza.

Per quanto riguarda le esperienze raccolte dalle banche centrali, emerge che la maggior parte hanno, già da diverso tempo, effettuato ricerche e sperimentazioni su blockchain e DLT, mentre alcune le hanno già introdotte in alcune attività.

A titolo esemplificativo si consideri che la Bank of Canada, la Bank of England e la Monetary Authority di Singapore, considerate leading actors in questo settore, hanno non solo elaborato nel corso degli anni moltissime ricerche sul campo, ma hanno anche condotto varie sperimentazioni pratiche della DLT. Altri soggetti, come la Bank of Thailand, la Central Bank of Brazil, la Deutsche Bundesbank, la Saudi Arabian Monetary Authority e la South Africa Reserve Bank stanno attualmente sperimentando l’utilizzo della DLT all’interno del mercato interbancario, al fine di incrementarne l’efficienza negli scambi. Altri progetti sono invece finalizzati a supportare la crescita economica e l’inclusione finanziaria: in tal senso si sta applicando la Eastern Caribbean Central Bank.

Per quanto concerne le prime applicazioni pratiche, il primato appartiene in questo caso alla Banca centrale francese con il Progetto MADRE. Dunque, mentre nei casi finora analizzati la blockchain, la DLT e la moneta digitale sono a uno stadio di approfondimento e sperimentazione, in Francia il sistema, finora centralizzato, per la fornitura e lo sharing del c.d. SEPA Credit Identifiers è stato interamente sostituito con una soluzione decentralizzata fondata sulla blockchain.

La National Bank of Cambodia, secondo quanto riportato nel Paper, costituisce invece uno dei primi Paesi in cui la tecnologia blockchain verrà introdotta nel sistema dei pagamenti. Questo costituisce un tipico caso in cui la nuova tecnologia in questo settore viene utilizzata per incrementare l’inclusione finanziaria. La popolazione della Cambogia è, difatti, per la gran parte un-banked e per le transazioni i cittadini utilizzando principalmente denaro cash o piattaforme di pagamento private che ottengono sul proprio smartphone. Soprattutto in quest’ultimo caso, il sistema dei pagamenti è gravemente inefficiente, dal momento che spesso si presentano significative difficoltà quando il trasferimento di denaro deve avvenire tra soggetti che utilizzano piattaforme di pagamento private appartenenti a enti diversi. Il progetto volto a introdurre la blockchain consentirà, allora, l’accesso della popolazione al sistema bancario perché è tramite le banche che si utilizzeranno i sistemi di pagamento innovativi fondati sulla blockchain, con un’evidente incoraggiamento dei cittadini a creare depositi bancari e, in ultima analisi, ad accrescerne i risparmi, da un lato, e la stabilità del sistema finanziario, dall’altro.

La seconda parte del Paper, come anticipato, è incentrata sulla c.d. CBDC, ovvero la moneta digitale basata sulla tecnologia blockchain o su DLT, emessa dalla banca centrale, equivalente alla moneta domestica. Il Paper analizza, al contempo, i benefici e gli effetti negativi connessi all’utilizzo della moneta digitale da parte di tutti i consumatori.

Tra gli effetti positivi si segnalano un aumento della velocità ed economicità dei trasferimenti transfrontalieri, un diminuito rischio di perdite rispetto ai depositi tradizionali (i.e. nelle banche commerciali), l’incentivazione dell’inclusione dei soggetti un-banked, la riduzione del rischio di evasione fiscale, corruzione ed altre attività illecite.

Con riferimento ai potenziali effetti negativi, il Paper sottolinea, in primo luogo, come la creazione di depositi presso le banche centrali (connessi all’emissione di moneta digitale) determinerebbe uno spostamento degli stessi dalle banche commerciali, con effetti significativi sulla liquidità di queste ultime e, di conseguenza, sulla relativa stabilità finanziaria. Da un punto di vista strettamente finanziario questo è senza dubbio l’aspetto che desta maggiori preoccupazioni. Altri effetti negativi sono, invece, comuni ad altri settori in cui si paventa l’utilizzo delle nuove tecnologie ed attengono alla tutela della privacy degli individui e alla cybersicurezza. Infine, il Paper evidenzia come l’eventuale introduzione di una moneta digitale debba accompagnarsi a un programma di “educazione” tecnologica, soprattutto per quegli utenti che hanno poca dimestichezza e che finirebbero per restare esclusi dal nuovo circuito, vanificando l’obiettivo dell’inclusione finanziaria.

Un ulteriore aspetto su cui si incentra il Paper attiene alla “progettazione” della CBDC. Difatti, si osserva come le banche centrali che stanno studiando e progettando il ricorso a una moneta digitale si interroghino su alcuni aspetti essenziali che dovrebbero caratterizzarla, tra i quali “availability, distribution and storage, interest payments, transaction anonymity e account and transaction volume limits”. Sotto il primo profilo, ci si chiede se la digital currency debba esser resa disponibile solo per alcuni soggetti (banche e stanze di compensazione) o anche per i cittadini in generale. In questa seconda evenienza, ci si interroga sui meccanismi di distribuzione che siano il più possibile inclusivi; l’alternativa è tra la creazione di depositi all’interno delle banche centrali, il ricorso agli istituti bancari o, infine, l’emissione di apposite carte di debito da parte dello Stato. Il terzo profilo, quello della corresponsione di interessi, implica valutazioni sia in termini di attrattività della nuova moneta che di stabilità delle banche. Difatti, il riconoscimento di interessi in capo ai fruitori della moneta digitale consentirebbe di attrarre numerosi risparmiatori; ciò, tuttavia, determinerebbe effetti rilevanti sul volume dei depositi delle banche, che diminuirebbe, con conseguente compromissione della capacità di svolgere attività di emissione del credito (prestiti, mutui, finanziamenti, e via dicendo). Gli aspetti della transaction anonimity e dei transaction volume limits riguardano, invece, la tutela della privacy dei soggetti che accederebbero alla moneta digitale e l’attività di riciclaggio.

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.