I nodi della pubblica amministrazione

«Al capezzale dell’amministrazione italiana, universalmente considerata affetta da gravi malattie, si sono  avvicendati, e ancora si avvicendano, molti medici, ciascuno munito di diagnosi e medicine diverse, pronti a decantare l’ultimo ritrovato appena sperimentato all’estero o a riproporre antichi rimedi della nonna, ad esibire esami di laboratorio ed illustrare sintomi delle patologie, a discutere della eziologia che rende il malanno specifico o aspecifico».

Così si apre l’introduzione della Prof.ssa Luisa Torchia a questo volume che torna sui problemi e sui nodi che minano l’efficacia dell’esercizio delle funzioni amministrative e della qualità dei servizi erogati ai cittadini.

Il volume espone i risultati di una ricerca dell’Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione (IRPA), che ha impegnato 25 ricercatori nell’arco temporale di un anno con l’obiettivo di cogliere ed analizzare i nodi della pubblica amministrazione, che ostacolano o complicano l’attività quotidiana di cittadini ed imprese.

La ricerca è stata condotta con un approccio empirico – utilizzando anche interviste e visite sul campo – di analisi di alcuni casi concreti, esemplificativi di rilevanti nodi che caratterizzano l’attività amministrativa italiana. La maggior parte dei procedimenti esaminati riguarda lo svolgimento di attività produttive, concentrandosi nei settori delle comunicazioni (il caso delle infrastrutture TLC nel Comune di Aggius), dell’industria mineraria (la vicenda della Solvay in Toscana), dell’industria petrolifera (il caso del petrolio in Basilicata) e dell’energia. Per quest’ultimo settore sono state individuate, in particolare, due coppie di casi, ciascuna basata sullo stesso procedimento, ma concluse con esiti opposti: di successo in un caso (gli impianti di Porto Levante e di Torre Valdaliga), di insuccesso nell’altro (gli impianti di Brindisi e di Porto Tolle).

Due capitoli sono, inoltre, dedicati alla difficoltà di gestione del territorio e di esercizio efficace dei poteri di emergenza (la vicenda dei lavori sul torrente Bisagno a Genova) e dei poteri sostitutivi attribuiti alla Presidenza del Consiglio per risolvere il disaccordo tra le amministrazioni competenti coinvolte in “micro procedimenti”.

Per ogni procedimento amministrativo si è cercato di ricostruire la storia, lo svolgimento e l’esito, con l’analisi di ogni passaggio e interazione, mettendo in evidenza per ciascuna fase il comportamento dei diversi soggetti – pubblici e privati – coinvolti e il quadro di incentivi e disincentivi in cui l’azione amministrativa si muove e, spesso, si arresta.

In ogni capitolo è stato esaminato il contesto di riferimento, le condizioni – storiche, normative, istituzionali, economiche – i nodi burocratici, spesso ricostruiti grazie a interviste e colloqui con i diretti interessati e i possibili rimedi, riepilogando, in un dossier finale, la cronologia dei fatti, le fonti e l’elenco dei materiali utilizzati.

Dai casi esaminati emerge un processo decisionale spesso imprevedibile, costellato di  ritardi, silenzi e ripensamenti e frequentemente doppiato dall’intervento del legislatore, con leggi provvedimento e dall’intervento del giudice, con ordinanze e sentenze, che sospendono o conformano l’azione amministrativa. Nella pubblica amministrazione italiana l’impostazione legalista prevale, ma la certezza del diritto è ancora oggi un miraggio: le possibili soluzioni devono essere disegnate sui problemi e gli ostacoli concreti, per una semplificazione effettiva e non solo dichiarata nelle norme.

 

Leggi l’Introduzione

Leggi il commento di Sabino Cassese (“Eppur si deve decidere“) su Il Corriere della Sera

Leggi il secondo commento di Sabino Cassese (“Il j’accuse degli amministrativisti“) su Il sole 24 Ore

Leggi  il commento di Giulio Vesperini (“Semplificare, non basta la parola“) su L’Unità