Trent’anni di regolazione pubblica sui partiti politici: contenuti, attori, finalità

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DI Maria Giusti e Giulio Vesperini

Il saggio muove dall’ipotesi che, nel trentennio 1994-2023, i partiti politici siano stati oggetto di una regolazione pubblica molto più ampia rispetto alla fase precedente, per effetto dell’intervento di una pluralità di regolatori nazionali. Questo processo ha rafforzato la rilevanza pubblica dei partiti e attenuato la crisi di legittimazione del sistema partitico. Per comprendere questa trasformazione, l’analisi muove dal periodo 1946-1993: in quegli anni, infatti, nonostante la loro centralità politica, la disciplina dei partiti risultava scarsa e disorganica. L’esame delle misure adottate nel trentennio successivo, invece, mostra l’attribuzione ai partiti stessi di una pluralità di funzioni. Le discipline perseguono una pluralità di differenti fini; hanno una varietà di oggetti; si articolano secondo una logica a cerchi concentrici, perché talvolta riguardano solo i partiti, altre volte si estendono a categorie più ampie di soggetti politici o collettivi; attribuiscono ai differenti destinatari delle prescrizioni una pluralità di situazioni soggettive. Il saggio ricostruisce le determinanti istituzionali, sistemiche e politico-sociali del processo; propone una classificazione delle misure in base ai fini perseguiti; offre una lettura complessiva della trasformazione del ruolo dei partiti nel trentennio considerato.