«L’incanto del concetto di proprietà»: Giannini, i beni e le cose

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DI Lorenzo Casini

Il saggio ricostruisce il contributo di Massimo Severo Giannini in materia di proprietà, beni e cose. Lo scritto si articola in quattro parti: il ruolo della proprietà nella nuova scienza del diritto amministrativo, il contributo di Massimo Severo Giannini, lo sviluppo di tipi e idealtipi di proprietà e, infine, il suo lascito scientifico. Giannini affrontò i temi della proprietà pubblica, privata e delle proprietà speciali, superando la concezione monolitica del demanio e valorizzando la dialettica tra diritto pubblico e privato come intreccio di interessi individuali e collettivi. Le categorie da lui introdotte — come la proprietà divisa e la proprietà pubblica in senso oggettivo — hanno spiegato la compresenza di titolarità e funzioni diverse. Nei suoi studi sui beni culturali, riconobbe il valore della fruizione collettiva, a prescindere dalla titolarità. Le sue riflessioni hanno influenzato la scienza giuridica e la produzione legislativa, anticipando categorie come i beni comuni e offrendo ancora oggi strumenti per trattare questioni legate a vincoli espropriativi, beni immateriali e nuove tecnologie. In conclusione, l’opera di Giannini rimane un riferimento essenziale per comprendere le trasformazioni della proprietà era dialettica tra diritto pubblico e diritto privato.