La patologia del rapporto concessorio autostradale
691
DI Alessandra Mattoscio
Lo scopo dell’articolo è quello di indagare i vari aspetti della patologia del rapporto concessorio, e ricostruire le fattispecie di cesura dello stesso, con un’attenzione mirata alle conseguenze che si riverberano sulle singole parti dell’originario rapporto e sulla gestione dei servizi oggetto di concessione. Per condurre questa riflessione si è deciso di esaminare una serie di nodi che contraddistinguono il settore autostradale. Come interferiscono il rapporto amministrativo e il rapporto negoziale? Di quali poteri si avvale la pubblica amministrazione al verificarsi di determinate circostanze, un potere di autotutela o un potere contrattuale? Quando si verifica il subentro di ANAS S.p.A. nella gestione delle tratte in concessione a terzi? Come è cambiata la disciplina della patologia del rapporto concessorio nel passaggio dal vecchio al nuovo Codice dei contratti pubblici? E soprattutto, come si è evoluta la disciplina della revoca? Nel tentativo di formulare alcune considerazioni su questi interrogativi, si è scelto di porre sotto la lente di ingrandimento due fattispecie concrete, che hanno segnato in modo incisivo l’ultimo decennio. Si tratta delle conseguenze del crollo del viadotto Polcevera sul rapporto concessorio con Autostrade per l’Italia (ASPI), e la cesura del rapporto concessorio, per le tratte A24 e A25, tra ANAS S.p.A. e Strada dei Parchi S.p.A., la quale è poi subentrata nuovamente nel rapporto.

