Il principio do no significant harm come condizione di spesa: gli oneri amministrativi della sostenibilità ambientale
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DI Marta Simoncini
L’adozione del pacchetto NextGenerationEU (NGEU) e in particolare del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) ha rilanciato in modo significativo l’uso delle condizionalità nella spesa pubblica dell’Unione Europea, dando origine a un intreccio inedito di meccanismi volti ad allineare le politiche nazionali alle priorità europee. In questo quadro, assume un ruolo centrale il principio del Do No Significant Harm (DNSH), che impone che le attività finanziate non arrechino danni significativi all’ambiente, integrando obiettivi climatici e di sostenibilità nelle decisioni di investimento pubblico. Il lavoro analizza il principio DNSH come condizione tecnico-amministrativa di accesso ai finanziamenti, evidenziando i problemi relativi alla sua portata, applicazione ed effetti giuridici. Il contributo sostiene che le modalità attuative del principio abbiano comportato un significativo aggravio degli oneri procedimentali e burocratici, senza un corrispondente miglioramento della capacità di programmazione strategica degli investimenti pubblici. Attraverso un esame dell’evoluzione normativa e delle pratiche applicative a livello europeo e nazionale, l’articolo mette in luce gli effetti indesiderati di questo modello condizionale di promozione della sostenibilità ambientale.

