Amministrazione al servizio dell’amministrato e amministrati al servizio dell’amministrazione: l’influenza di Giannini sulla rivoluzione in atto
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DI Sveva Del Gatto
Riflettendo sul rapporto tra pubblica amministrazione e amministrati si potrebbe osservare, facendo proprio il gioco di parole di un autorevole studioso, che «L’amministrazione che non serve, non serve» . Questa affermazione fotografa l’attuale, restituendoci l’idea di come dovrebbe essere la relazione tra cittadino e pubblica amministrazione. Si tratta a ben vedere di un’idea molto lontana da quella radicata alle origini del diritto amministrativo e ritenuta valida per lungo tempo dopo la nascita delle amministrazioni pubbliche in un’epoca in cui il cittadino era considerato alla stregua di un suddito dell’amministrazione vista a sua volta come braccio esecutivo del governo, posta al suo servizio piuttosto che al servizio della comunità e dei cittadini quali titolari di proprie aspettative individuali. Rispetto a quel modello molto è già cambiato grazie agli importanti avanzamenti sul tema compiuti dalla scienza giuridica, ma anche dalla giurisprudenza e dal legislatore. Quanto e in che misura su questi progressi abbiano pesato le intuizioni e le riflessioni di Massimo Severo Giannini rappresenta l’oggetto di questo scritto.

