Le alleanze tra università europee e gli strumenti della cooperazione interuniversitaria
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DI Barbara Gagliardi
Le politiche europee in materia di istruzione superiore promuovono l’approfondimento della cooperazione interuniversitaria, sostenendo la creazione di «alleanze» tra università e altri istituti di istruzione superiore. In tale contesto, la European Universities Initiative incentiva in particolare l’istituzione di raggruppamenti dotati di personalità (o soggettività) giuridica, sia al fine di semplificare la gestione e la condivisione dei costi progettuali, sia in funzione dell’obiettivo, più ambizioso, di accelerare la creazione di autentiche «università europee». Né gli ordinamenti nazionali, né quello dell’Unione europea mettono tuttavia a disposizione forme associative pienamente idonee a tale scopo, costringendo le alleanze a ricorrere a strumenti concepiti per il perseguimento di finalità eterogenee, adattati non senza forzature alle esigenze della cooperazione accademica. L’analisi delle esperienze maturate in alcuni ordinamenti nazionali (Francia e Italia) mostra come le leve per favorire l’istituzionalizzazione della cooperazione siano essenzialmente due: la predisposizione di un quadro giuridico adeguato alle specificità dell’attività universitaria e l’adozione di decise politiche di finanziamento. Se il sostegno economico a livello europeo non sembra mancare, più cauto appare l’approccio rispetto all’ipotesi di istituire un nuovo strumento giuridico di diritto dell’Unione specificamente rivolto alla cooperazione accademica. L’analisi dell’intervento europeo nei settori dell’istruzione superiore e della ricerca consente tuttavia di intravedere margini concreti per l’elaborazione di una simile soluzione.

