I rapporti tra think tank e partiti politici: profili giuridici

PAG.233

DI Giovanni Iorio

Lo studio sui think tank costituisce un’importante occasione per riflettere sulla capacità o meno dei «pensatoi» di allargare la «dimensione partecipativa» alla vita politica: offrono essi un rimedio alle tendenze leaderistiche più o meno accentuate (una sorta di «contrappeso» alle forze centrifughe che oggi agitano i moderni partiti politici)? L’analisi compiuta sul campo evidenzia come il panorama dei think tank italiani, soprattutto degli ultimi tre decenni, sia alquanto eterogeneo: accanto a enti concepiti sin dall’inizio come strumenti di propaganda politica e poco attenti al profilo della partecipazione «effettiva» degli aderenti, si rinvengono «pensatoi» artefici di un dibattito culturale attivo e condiviso, foriero di idee e di proposte in grado di intercettare l’agenda dei partiti. Il contributo intende evidenziare come i think tank, sin dalla definizione delle proprie regole organizzative, hanno la possibilità di scegliere quale ruolo assumere: megafono del messaggio di una cerchia ristretta di persone o strumenti in grado di valorizzare il contributo di ciascuno alla formazione e alla promozione di idee, valori, proposte politiche, visione del futuro, cura della res publica.