Il «sasso che scuote l’acqua»: le cinque proposte gianniniane di riforma della giustizia amministrativa e le incerte sorti progressive del «sistema»
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DI Sabrina Tranquilli
Il contributo ripercorre i cinque «punti fermi» delineati da Giannini nel suo celebre Discorso generale sulla giustizia amministrativa del 1964, con il quale propose un disegno organico di riforma destinato a incidere profondamente sul dibattito giuridico e istituzionale successivo. Le sue riflessioni sulla configurazione della giurisdizione, sull’indipendenza del giudice amministrativo, sulla tutela degli interessi pubblici e sul riordino del processo hanno posto in evidenza questioni che, ancora oggi, restano al centro della discussione dottrinale e politico-istituzionale. L’analisi dimostra che a, più di sessant’anni di distanza, il pensiero gianniniano continua a rappresentare una chiave interpretativa estremamente utile per comprendere i progressi compiuti e a orientare le prospettive future di un sistema chiamato a garantire effettività e razionalità della tutela, nonché a confrontarsi con la complessità del diritto pubblico contemporaneo.

