Giustizia e amministrazione

La ripartizione delle competenze sanzionatorie tra MEF e Banca d’Italia in materia AML: il parere del Consiglio di Stato

Con parere n. 2018 del 3 agosto 2018 il Consiglio di Stato ha risposto positivamente al quesito posto dalla Banca d’Italia, in ordine alla sussistenza, nel quadro normativo vigente, della sua competenza ad irrogare sanzioni pecuniarie nei confronti dei titolari di funzioni di amministrazione, direzione o controllo degli intermediari da essa stessa vigilati, che con il loro comportamento abbiano concorso a violare la normativa in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del terrorismo.

Attesa l’intervenuta riscrittura della disciplina antiriciclaggio ad opera del d.lgs. 90/2017, il Collegio ha ricostruito l’attuale assetto del sistema sanzionatorio, individuandone gli assi portanti negli articoli 65 e 62 del d.lgs. 231/2007. Il riparto di competenze tra le Autorità di Vigilanza di settore e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) tracciato da tali disposizioni, si declina nel senso di conferire alle prime il potere sanzionatorio laddove sia attribuito quello di vigilanza (salvo espresse e specifiche deroghe previste dalla legge), riservando al secondo una competenza di carattere residuale per tutti gli operatori non vigilati da apposita Autorità.

Tuttavia, l’equivoca formulazione del comma 7 dell’art. 62 aveva ingenerato il dubbio che l’Autorità di vigilanza (nel caso di specie la Banca d’Italia nel settore degli intermediari bancari e finanziari), fosse titolare, in generale, della potestà sanzionatoria nei confronti dei soli soggetti dalla stessa vigilati, ma non nei confronti dei funzionari in servizio presso tali soggetti, essendo tale potestà riconosciuta in capo al MEF in forza di una specifica deroga al criterio generale di ripartizione. Difatti tale previsione normativa, nell’attribuire il potere sanzionatorio alla Banca d’Italia e all’IVASS (a seconda delle rispettive competenze): (i) richiamava le sole sanzioni “nei confronti degli intermediari bancari e finanziari” e non anche quelle dirette ai “soggetti titolari di funzioni di amministrazione, direzione o controllo” degli intermediari; (ii) faceva salva la competenza del MEF sull’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti degli esponenti aziendali dei soggetti vigilati che abbiano “agevolato, facilitato o reso possibile” la violazione dell’obbligo di segnalazione di operazione sospetta (SOS).

Il Consiglio di Stato ha rigettato tale interpretazione individuando nella disposizione di cui all’art 62, comma 9 (sostanzialmente identica a quella di cui all’65, comma, 1 lett. a)) l’unica ipotesi di deroga, “chiaramente espressa e puntualmente circoscritta”, in favore del MEF e a detrimento della Banca d’Italia; più precisamente quella che riconosce al Ministero la potestà di irrogare sanzioni per la (sola) inosservanza dell’obbligo di SOS imputabile al personale e agli esponenti aziendali di soggetti vigilati.

Inoltre, secondo l’opinione del Collegio andrebbe nella stessa direzione interpretativa la disposizione di cui al comma 3 dell’art. 62 che, attribuendo alle Autorità di vigilanza di settore il potere di comminare sanzioni accessorie a quelle pecuniarie di cui trattasi, indurrebbe a ritenere che per queste ultime sussista la competenza della medesima Autorità (tale opzione sembrerebbe inoltre confermata dall’art. 65, comma 11).

Il Consiglio di Stato ha dunque concluso affermando che “Al quesito con la quale Banca d’Italia conclude la sua richiesta, <se la Banca d’Italia può essere ritenuta autorità competente ad irrogare le sanzioni previste dall’art. 62, comma 2, d.lgs. n. 231/2007, nei confronti dei titolari di funzioni di amministrazione, direzione o controllo degli intermediari da essa vigilati> dev’essere pertanto data risposta affermativa, con la precisazione che da tale competenza esorbita l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per l’inosservanza dell’obbligo di segnalazione di operazione sospetta, imputabile al personale e ai titolari di funzioni di amministrazione, direzione e controllo di intermediari bancari e finanziari, espressamente attribuita dagli artt. 65 comma 1 lett. a) e 62 comma 9 al MEF”.