Giustizia e amministrazione

La Consulta sulla conferenza di servizi: incostituzionale subordinare la determinazione a un provvedimento politico

La Corte costituzionale (sentenza n. 9 del 2019) ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 2, comma 1, lett. b), e dell’art. 10, comma 1, lett. d), n. 9), della legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2017, n. 36, rispetto all’art. 117, comma 2, lett. m), Cost., nella parte in cui stabiliscono che, ove la determinazione da assumere in conferenza di servizi presupponga o implichi anche l’adozione di un provvedimento di competenza di un organo di indirizzo politico, tale provvedimento sia acquisito prima della convocazione della conferenza di servizi o successivamente alla determinazione motivata di conclusione della stessa conferenza, prevedendo la sospensione dell’efficacia nel caso di acquisizione successiva. Ciò in quanto le norme regionali impugnate non assicurano livelli ulteriori di tutela, anzi, chiaramente sacrificano le finalità di semplificazione e velocità alla cui protezione è orientata la disciplina statale, configurando un modello di conferenza di servizi del tutto squilibrato e contraddittorio.

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