Giustizia e amministrazione

Il riconoscimento di titoli universitari “contemporanei”

La direttiva europea 2005/36 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali impone a uno Stato membro – la cui normativa prevede l’obbligo di formazione universitaria a tempo pieno e il divieto di contemporanea iscrizione a due formazioni – di riconoscere in modo automatico i titoli rilasciati in un altro Stato membro al termine di cicli di studi in parte concomitanti? Spetta allo Stato membro ospitante la verifica del rispetto della condizione che la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non debbano essere inferiori a quelli dei cicli di formazione e studio a tempo pieno?

La Corte di giustizia risponde alle domande pregiudiziali formulate dal Consiglio di Stato sul caso di un dottore austriaco che aveva avanzato istanza per il risconocimento del titolo di medico chirurgo dopo aver già ottenuto – grazie alla laurea austriaca – il titolo di odontoiatra.

Nella sentenza dello scorso 6 dicembre nella causa C-675/17 (Ministero della Salute/Hannes Preindl), la Corte ha ribadito che la direttiva 2005/36 prevede un sistema di riconoscimento automatico dei titoli basato sulle condizioni minime di formazione fissate di comune accordo dagli Stati membri. La direttiva non osta a che gli Stati membri autorizzino la simultanea iscrizione a più cicli di formazione; inoltre, consente agli Stati di autorizzare la formazione a tempo parziale, purché la durata complessiva, il livello e la qualità di tale formazione non siano inferiori a quelli della formazione continua a tempo pieno.

La Corte afferma quindi che uno Stato membro come l’Italia, in cui vige il divieto di iscrizione a due formazioni, deve riconoscere in modo automatico i titoli di formazione previsti dalla direttiva e rilasciati in un altro Stato membro, anche se l’interessato ha seguito una formazione a tempo parziale o più corsi di laurea contemporaneamente o durante periodi che in parte si sovrappongono, laddove i requisiti in materia di formazione siano soddisfatti.

Inoltre, spetta allo Stato membro del paese di origine (e non allo Stato ospitante) far si che la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno e, più in generale, che tutti i requisiti previsti dalla direttiva siano soddisfatti. Diversamente, il sistema di riconoscimento automatico dei tioli sarebbe gravemente compromesso, poiché gli Stati membri finirebbero per mettere in discussione – a propria discrezione – la fondatezza dell’autorità competente di un altro Stato membro a rilasciare tali titoli di studio.

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