Giustizia e amministrazione

Alla CGUE le conseguenze della mancata indicazione nell’offerta dei costi della manodopera e degli oneri di sicurezza

Con tre distinte ordinanze adottate lo scorso 24 gennaio, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha sottoposto alla Corte di giustizia la questione sul se il diritto dell’Unione europea osta a una disciplina nazionale quale quella italiana in base alla quale la mancata indicazione da parte di un concorrente a una pubblica gara di appalto dei costi della manodopera e degli oneri per la sicurezza dei lavoratori comporta comunque l’esclusione dalla gara senza che il concorrente stesso possa essere ammesso in un secondo momento al beneficio del c.d. ‘soccorso istruttorio’, pur nell’ipotesi in cui la sussistenza di tale obbligo dichiarativo derivi da disposizioni sufficientemente chiare e conoscibili e indipendentemente dal fatto che il bando di gara non richiami in modo espresso il richiamato obbligo legale di puntuale indicazione.

La questione ha dato luogo a una serie di contrasti interpretativi nella giurisprudenza amministrativa nazionale. In particolare, secondo un primo orientamento interpreativo, ai sensi della normativa di nuova emanazione la mancata indicazione separata dei costi per la sicurezza aziendale non avrebbe più potuto essere sanata attraverso il soccorso istruttorio, perché la norma avrebbe determinato, al contrario, un automatismo espulsivo incondizionato a prescindere dalla assenza di uno specifico obbligo dichiarativo nella lex specialis.

Secondo un altro orientamento interpretativo, invece, anche dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici e nonostante l’espressa previsione di un puntuale obbligo dichiarativo ex art. 95, comma 10, la mancata indicazione separata degli oneri di sicurezza aziendale non determinerebbe di per sé l’automatismo espulsivo, almeno nei casi in cui tale obbligo dichiarativo non sia espressamente richiamato nella lex specialis, a meno che si contesti al ricorrente di aver presentato un’offerta economica indeterminata o incongrua, perché formulata senza considerare i costi derivanti dal doveroso adempimento degli oneri di sicurezza.

A giudizio dell’Adunanza Plenaria, il contrasto interpretativo può essere risolto previa risoluzione di alcune questioni interpretative discendenti dalla normativa europea. In particolare, secondo il consesso di Palazzo Spada, il quadro normativo nazionale deve necessariamente essere inteso nel senso di comportare l’esclusione del concorrente che non abbia ottemperato all’obbligo legale di separata indicazione dei costi della manodopera e della sicurezza dei lavoratori, senza che tale concorrete possa invocare il beneficio del c.d. soccorso istruttorio; tuttavia, occorre valutare se tale quadro normativo, così interpretato, risulta coerente con i princìpi di legittimo affidamento, di certezza del diritto, di libera circolazione, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi.

Leggi qui il testo delle tre ordinanze.