Diritto amministrativo europeo

Pubblicata nella Gazzetta UE la V Direttiva Antiriciclaggio

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE del 19 giugno 2018 la direttiva (UE) 2018/843 (cd. V Direttiva Antiriciclaggio), che nasce dall’esigenza di migliorare l’attuale quadro di prevenzione e di contrastare più efficacemente i fenomeni di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo, anche in considerazione delle crescenti minacce di convergenza tra quest’ultimo e la criminalità organizzata.

A tal fine, la direttiva mira ad accrescere la trasparenza del contesto economico e finanziario dell’Unione, nella consapevolezza che il sistema preventivo “può essere efficace solo se l’ambiente circostante è ostile ai criminali che cercano di proteggere le loro attività finanziarie attraverso strutture non trasparenti”, tra cui particolare attenzione è riservata ai trust e soggetti giuridici affini.

Sono dunque apportate alcune significative modifiche alla normativa comunitaria finora vigente. Tra queste, si segnala:

· l’estensione dell’ambito applicativo della direttiva 2015/849 (IV direttiva antiriciclaggio), attraverso l’inclusione tra i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio (i) dei prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute aventi corso legale; (ii) dei prestatori di servizi di portafoglio digitale; (iii) delle persone che commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, anche quando tale attività è effettuata da gallerie d’arte e case d’asta, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore o a 10.000 €; (iv) delle persone che conservano o commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, quando tale attività è effettuata da porti franchi, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore o a 10.000 €;

· una maggiore accessibilità delle informazioni sul titolare effettivo, soprattutto per quanto riguarda i trust e istituti giuridici affini. La direttiva impone che gli Stati definiscano in senso estensivo la nozione di interesse legittimo all’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva, escludendone la limitazione ai soli casi di procedimenti amministrativi o giudiziari in corso;

· la previsione di una più ampia collaborazione tra le autorità competenti degli Stati membri e tra quelle che vigilano sugli enti creditizi, gli istituti finanziari e le altre autorità vincolate dal segreto professionale.

Il termine per il recepimento della direttiva è il 10 gennaio 2020.

Direttiva (UE) 2018/843