Diritto amministrativo europeo

L’approfondimento dell’Unione economica e monetaria in Europa: le iniziative della Commissione europea

commissione-europea1Lo scorso 6 dicembre, la Commissione europea ha presentato una roadmap per l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria. In base al piano, si prevede:

  • entro il 2018, il completamento dell’European Banking Union (EBU), con l’adozione degli strumenti mancanti quali il sistema unico di garanzia dei depositi e il common backstop per il Fondo di Risoluzione europeo, e la sottoposizione di una proposta per consentire l’emissione di European Sovereign Bond-backed Securities for the euro area, sulla base del lavoro fatto dall’European Systemic Risk Board;
  • sempre entro il 2018, un rafforzamento del quadro in materia di convergenza economica e fiscale, con il lancio, tra l’altro, del post-2020 Multiannual Financial Framework;
  • entro la prima metà del 2019, un ulteriore sviluppo dell’EBU e la finalizzazione della Capital Markets Union, nonchè l’adozione di proposte per il supporto alle riforme strutturali, e sulla convergence facility per i paesi esterni all’Eurozona.

Le proposte previste dalla roadmap saranno corredate da un rafforzamento degli strumenti di accountability e di governance.

La Commissione prevede infatti di stimolare il dibattito e consentire ai paesi membri di addivenire a un accordo sull’istituzione di un Fondo Monetario Europeo (FME) e di un “Ministro del Tesoro” europeo.

Come si legge nel comunicato stampa ufficiale, il FME si baserebbe sull’attuale Meccanismo europeo di stabilità (MES), “mantenendone sostanzialmente l’attuale architettura finanziaria e istituzionale, anche per quanto riguarda il ruolo svolto dai parlamenti nazionali. Continuerebbe in tal modo ad assistere gli Stati membri della zona euro che versano in difficoltà finanziarie. Fornirebbe inoltre un meccanismo di backstop comune per il Fondo di risoluzione unico e fungerebbe da prestatore di ultima istanza al fine di facilitare la risoluzione ordinata delle banche in difficoltà“.

Quanto al ministro europeo dell’Economia e delle finanze, la Commissione intenderebbe favorire l’istituzione di una figura che potrebbe fungere da vicepresidente della Commissione e da presidente dell’Eurogruppo. Secondo quanto riportato, “riunendo le attuali responsabilità e le competenze disponibili, questa nuova carica rafforzerebbe la coerenza, l’efficienza, la trasparenza e la responsabilità democratica nella definizione delle politiche economiche dell’UE e della zona euro, nel totale rispetto delle competenze nazionali. Il raggiungimento, entro il primo semestre del 2019, di un’intesa comune circa il ruolo del ministro permetterebbe di istituire tale figura quale componente della prossima Commissione. L’Eurogruppo potrebbe inoltre decidere di eleggere il ministro suo presidente per due mandati consecutivi in modo da allineare la durata dei due incarichi”.

Leggi la roadmap.

Leggi il comunicato stampa.