Diritto amministrativo europeo

Accesso ai documenti del Parlamento europeo: un’interessante pronuncia del Tribunale dell’Unione

Con una pronuncia resa lo scorso 25 settembre, il Tribunale dell’Unione europea ha confermato la legittimità del rifiuto del Parlamento europeo di consentire l’accesso ai documenti relativi alle indennità giornaliere, alle indennità per spese di viaggio e alle indennità di assistenza parlamentare degli eurodeputati. Nella sentenza, il Tribunale ha rilevato che il Parlamento era legittimato a invocare il fatto che i documenti in questione contengono dati personali, e che i richiedenti non hanno dimostrato la necessità del trasferimento di tali dati.

In primo luogo, il Tribunale ha ricordato che le istituzioni dell’Unione possono rifiutare l’accesso a un documento la cui divulgazione arreca pregiudizio alla tutela della vita privata e dell’integrità dell’individuo e tale regola deve essere attuata in conformità con la legislazione dell’Unione sulla protezione dei dati personali. Nella pronuncia si rileva quindi che l’accesso ai documenti contenenti dati personali può comunque essere accordato se il richiedente dimostra la necessità del trasferimento dei dati e se non vi è motivo di ritenere che tale trasferimento possa ledere gli interessi legittimi della persona coinvolta. Secondo il Tribunale, la prima di queste due condizioni cumulative non è soddisfatta nel caso di specie.

Infatti, i richiedenti non sono riusciti a dimostrare in che modo il trasferimento dei dati personali in questione sia necessario per garantire un controllo sufficiente sulle spese sostenute dai membri del Parlamento per l’esercizio del loro mandato, in particolare per fronteggiare le asserite inadeguatezze degli esistenti meccanismi di controllo su tali spese. Del pari, la volontà di creare un dibattito pubblico non è sufficiente a dimostrare la necessità del trasferimento dei dati personali, poiché tale argomento si collega soltanto alla finalità della richiesta di accesso ai documenti. Infine, a parere del Tribunale i richiedenti non hanno dimostrato l’adeguatezza e la proporzionalità di tale trasferimento in relazione all’obiettivo perseguito.

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