Amministrazione e mercato

Le conclusioni dell’Avvocato generale sul programma di acquisto di titoli di Stato sui mercati secondari

 

 

L’Avvocato generale della Corte di Giustizia ha presentato le proprie conclusioni nel rinvio pregiudiziale (C-493/17) promosso dal Bundesverfassungsgericht, nell’ambito dei ricorsi costituzionali di gruppi di soggetti, volti a contestare l’istituzione, da parte della Banca centrale europea (BCE), del programma di acquisto di titoli di Stato sui mercati secondari, denominato “Public sector asset purchase programme” (PSPP).

Secondo l’AG, non vi sono elementi idonei a inficiare la validità del programma.

In estrema sintesi, queste sono le motivazioni addotte.

L’Avvocato generale ritiene che la decisione PSPP non violi il divieto di finanziamento monetario. Manca, infatti, la produzione di un effetto equivalente a quello dell’acquisto diretto di titoli di Stato presso le autorità e gli organismi pubblici degli Stati membri, né appare idoneo a incitare gli Stati membri a deviare da una sana politica di bilancio.

Per l’AG il PSPP offre sufficienti garanzie: non mina la certezza che tali titoli saranno riacquistati dal SEBC dopo la loro emissione e impedisce che gli operatori attivi sui mercati dei titoli di Stato possano agire come intermediari l’acquisto diretto dei titoli.

Non viene travalicato, inoltre, il mandato della BCE, che non ha erroneamente determinato l’obiettivo del programma di acquisto né nella scelta dei relativi strumenti. I limiti del suo potere discrezionale sono stati rispettati.

Infine, l’AG ritiene che il principio di proporzionalità sia rispettato, in quanto il PSPP è ritenuto idoneo, adeguato e non eccede quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi stabiliti.

 

 

Link alle conclusioni dell’Avvocato generale