{"id":19526,"date":"2013-03-23T12:40:57","date_gmt":"2013-03-23T11:40:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.irpa.eu\/pubblicazione\/governance-di-internet-e-sistema-dei-nomi-a-dominio\/"},"modified":"2019-04-23T17:49:02","modified_gmt":"2019-04-23T15:49:02","slug":"governance-di-internet-e-sistema-dei-nomi-a-dominio","status":"publish","type":"publication","link":"https:\/\/www.irpa.eu\/en\/publication\/governance-di-internet-e-sistema-dei-nomi-a-dominio\/","title":{"rendered":"Il sistema di governo di Internet"},"content":{"rendered":"
L’Irpa, nel 2013, ha aperto la serie dei Dossier<\/em> su un tema ancora oggetto di vivo dibattito: il sistema di governo Internet<\/em>. Di seguito la versione aggiornata (aprile 2018), a cura di Bruno Carotti.<\/p>\n Si cerca di offrire un panorama generale sul\u00a0 funzionamento di una risorsa essenziale della rete, che conferisce ordine a una “orderly anarchy<\/em>” alla galassia dei nodi connessi. Si tratta delle serie numeriche degli indirizzi IP (giunti al sistema esadecimale degli IPV6) e della loro “traduzione” in parole di senso compiuto attraverso i nomi a dominio (Domain name system<\/em>, Dns).<\/p>\n Elemento cardine nell’assetto della rete, la gestione di tale primaria risorsa<\/p>\n Gli argomenti principali sono presentati attraverso una breve descrizione e il richiamo a documenti e informazioni rilevanti.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Lo statuto dell\u2019Icann<\/strong><\/a><\/p>\n \u00a0<\/strong><\/p>\n Le funzioni dell\u2019Icann<\/strong><\/a><\/p>\n \u00a0<\/strong><\/p>\n La struttura dell\u2019Icann<\/strong><\/a><\/p>\n \u00a0<\/strong><\/p>\n \u00a0<\/strong><\/p>\n Tema dibattutissimo e controverso, la legittimazione ha sollevato la fondamentale questione di come l’istituzione dell’Icann sia stata decisa e il suo assetto definito.<\/p>\n La posizione preminente e unilaterale del Governo statunitense \u00e8 indiscussa, almeno nel suo momento genetico. Nella dinamica funzionale, si \u00e8 allo stesso tempo cercato di aprire l’ente all’apporto dei partecipanti attraverso una forma ampia di partecipazione (v. qui<\/a>) e consultazione. Si \u00e8 cercato, concettualmente, di compensare la carenza di legittimazione con l’incremento di accountability <\/em>(v. qui<\/a>), arricchendo i princip\u00ee che governano l’attivit\u00e0 svolta.<\/p>\n Nel 2016, \u00e8 stato concluso un complicato processo di “transizion” che ha portato l’amministrazione statunitense a “ritirarsi” dalla sua posizione, eliminando l’atto sostanzialmente concessorio con cui conferiva poteri e obiettivi all’Icann, e lasciando la sua gestione alla comunit\u00e0 degli interessati (secondo il sistema definito multi-stakeholder system<\/em>).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il Working Group on Internet Governance<\/em> (WGIG) ha redatto, ormai 8 anni fa, un rapporto sul possibile riequilibrio istituzionale del settore. All\u2019esito di un lavoro particolarmente complesso, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite, istituito al termine del World Summit on Internet Society <\/em>(WSIS) del 2003, ha presentato le proprie conclusioni a Tunisi, nel 2005.<\/p>\n La riforma non \u00e8 stata attuata, ma da allora si tiene, con cadenza annuale, un Internet Governance Forum<\/em> (IGF), durante il quale vengono discussi i principali problemi legati alla governance<\/em> della rete.<\/p>\n <\/p>\n Leggi il Rapporto e le proposte del WGIG<\/a><\/strong><\/p>\n \u00a0<\/strong><\/p>\n Visita il sito dell\u2019Internet Governance Forum<\/a><\/strong><\/p>\n <\/p>\n La partecipazione degli Stati<\/strong>: il Governmental Advisory Committee<\/a><\/strong>.<\/p>\n La presenza di questo comitato fa dell’Icann una struttura ibrida<\/span>, privata in origine, e successivamente aperta ai poteri pubblici. Gli Stati sono rappresentati all\u2019interno dell\u2019ente e fanno sentire la loro voce – ribadendo la sussistenza di un forte interesse pubblico su alcune risorse (come i ccTLD: si v. infra<\/em>, punto 3) – proprio grazie all’istituzione del Gac.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n \u00a0<\/span><\/p>\n La \u00abNew gTLD Policy<\/em>\u00bb<\/strong><\/p>\n Con questa policy<\/em>, recentemente adottata, sono stati \u2018liberalizzati\u2019 i nomi a dominio di primo livello, che potranno essere introdotti in modo libero, aldil\u00e0 delle categorie \u2018storiche\u2019 che hanno segnato l\u2019origine della rete (come .com, .net, .org). Dal numero chiuso si passa ad un sistema aperto<\/span>, in cui i nomi utilizzabili divengono – potenzialmente – illimitati. Per non compromettere la funzionalit\u00e0 del sistema, comunque, sono definiti alcuni princ\u00ecpi quadro da parte dell’Icann, a seguito di imponenti procedure di consultazione.<\/p>\n Dietro l’apertura dei nomi, giace un complesso percorso di liberalizzazione<\/span>, che consente a un numero maggiore di operatori del settore di intervenire su una risorsa scarsa come i nomi a dominio di primo livello.<\/p>\n <\/p>\n Leggi le informazioni rilevanti sul sito dell\u2019Icann<\/a><\/strong><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Accanto ai nomi a dominio di primo livello generici, vi sono i nomi a dominio nazionali, che contrassegnano una entit\u00e0 politico-territoriale determinata (.it, .uk, .es, ecc.). L\u2019Icann non ha il potere correlare tali codici ad una specifica Nazione<\/span>: per questo, si \u00e8 fatto ricorso ad una norma tecnica precedentemente adottata dalla International Organization for Standardization<\/em> (Standard ISO 3166).<\/p>\n <\/p>\n Link alle principali informazioni sui ccTLD<\/a><\/strong><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Questa policy<\/em>, la cui prima versione risale al 1999, \u00e8 il frutto di uno sforzo comune tra Icann e Wipo (World Intellectual Property Organization<\/em>). Le controversie su un nome a dominio sono risolte mediante una procedura amministrativa diretta a confermare, annullare, sospendere o trasferire un nome a dominio. La procedura \u00e8 svolta da parte di organi risolutori previamente accreditati<\/span> presso l’Icann. <\/p>\n Informazioni generali e documenti rilevanti sul sito dell\u2019Icann <\/strong><\/a><\/p>\n <\/p>\n La sezione della Wipo dedicata alla Udrp <\/strong><\/a><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n B. Carotti<\/strong>, Il sistema di governo di Internet<\/em><\/a>, Milano, Giuffr\u00e8, 2016<\/p>\n B. Carotti<\/strong>, L. Casini,<\/strong> A Hybrid Public-Private Regime: The Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) and the Governance of the Internet<\/a><\/em>, in Global Administrative Law: The Casebook<\/em>, edited by S. Cassese, B. Carotti, L. Casini, E. Cavalieri, E. McDonald, Rome-Edinburgh-New York, Irpa-IILJ, 2012, p. 185 ss.<\/p>\n L. De Nardis<\/strong>, The Global War forInternet Governance<\/a><\/em>, Yale University Press, 2015<\/p>\n D.P. Findler<\/strong>, Internet Governance and International Law: The Controversy Concerning Revision of the International Telecommunication Regulations<\/em><\/a>, in American Society of International Law<\/em>, 2013<\/p>\n M. Froomkin<\/strong>, Wrong Turn in Cyberspace: Using Icann to Route Around the APA and the Constitution<\/em><\/a>, in Duke Law Journal<\/em>, 2000<\/p>\n K.C. Liyanage<\/strong>, The Regulation Of Online Dispute Resolution: Effectiveness Of Online\u00a0 Consumer Protection Guidelines<\/em><\/a>, in Deakin Law Review<\/em>, 2012, p. 251 ss.<\/p>\n M. Mueller<\/strong>, Will the Internet Fragment? Sovereignty, Globalization and Cyberspace<\/em><\/a>, Polity PR, 2017<\/p>\n M. Mueller<\/strong>, Governing Internet Territory: ICANN, Sovereignty Claims, Property Rights, and Country Code Top Level Domains, in Columbia Science and Technology Law Review<\/em>, Vol. XVIII, 2017<\/p>\n J. Palfrey<\/strong>, The End Of The Experiment: How Icann’s Foray Into Global Internet Democracy Failed<\/em><\/a>, in Harvard Journal of Law & Technology<\/em>, 2004, p. 409 ss.<\/p>\n A. Raja<\/strong>, ICANN\u2019s New Generic Top-Level Domain Program and Appication Results<\/em><\/a>, in Intellectual Property Brief<\/em>, 2012, p. 23 ss.<\/p>\n J. Waz<\/strong>, P. Weiser<\/strong>, Internet Governance: The Role of Multistakeholder Organizations<\/em><\/a>, in Journal of Telecommunications and High Technology Law<\/em>, 2013, p. 331 ss.<\/p>\n J. Weinberg<\/strong>, Icann and the problem of legitimacy<\/em><\/a>, in Duke Law Journal<\/em>, 2000, p. 187 ss.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n L’Irpa, nel 2013, ha aperto la serie dei Dossier su un tema ancora oggetto di vivo dibattito: il sistema di governo Internet. Di seguito la versione aggiornata (aprile 2018), a cura di Bruno Carotti. Si cerca di offrire un panorama generale sul\u00a0 funzionamento di una risorsa essenziale della rete, che conferisce ordine a una “orderly<\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"template":"","irpa_year":[],"person":[],"publication_category":[8025],"acf":[],"yoast_head":"\n
<\/p>\n[La figura rappresenta la concettualizzazione dell’idea di rete, avanzata da Paul Baran, pioniere degli studi sui sistemi di comunicazione complessi.<\/em> Si v. P. Baran, On Distributed Communications Network<\/em>s, Santa Monica, 1962, p. 4]<\/h5>\n
1. La Internet Corporation for Assigned Names and Numbers<\/em> (Icann)<\/span><\/strong><\/h3>\n
2. Il problema della legittimazione<\/em><\/strong><\/h3>\n
L\u2019intervento delle Nazioni Unite<\/strong><\/h3>\n
3. La nuova policy<\/em> dei nomi a dominio generici (generic Top Level Domain Names, gTLD<\/em>)
\n<\/span><\/strong><\/h3>\n4. I nomi a dominio nazionali (country code Top Level Domain Names, ccTLD<\/em>)<\/span><\/strong><\/h3>\n
5. La procedura di soluzione delle Controversie<\/span> Uniform Dispute Resolution Policy<\/span><\/em><\/strong> (UDRP)<\/span><\/strong><\/h3>\n
\nLa procedura \u2013 non esente da critiche, ma comunque celere e poco onerosa \u2013 cerca di ovviare al problema delle registrazioni abusive dei nomi a dominio (si tratta di fenomeni come il cybersquatting<\/em> o il domain grabbing<\/em>).<\/p>\n
\nSono parti il titolare di un \u201cnome\u201d, il soggetto registrante (che abbia, in ipotesi, violato i diritti connessi a tale nome) e il fornitore di servizi di registrazione (registrar<\/em>).
\nA quest’ultimo sar\u00e0 eventualmente chiesto, da parte dell’organo decidente (come un Panel<\/em> della Wipo), di procedere alla cancellazione o al trasferimento di un particolare nome a dominio.
\nDi notevole interesse i casi in cui il registrar<\/em> sia inserito nella struttura della pubblica amministrazione : in questo caso, infatti, la decisione adottata in base alle regole stabilite dall’Icann produce effetti vincolanti su un soggetto pubblico nazional<\/span>e<\/span>.<\/p>\n6. Riferimenti essenziali<\/span><\/strong><\/span><\/h3>\n
\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/h3>\n
\u00a0<\/strong><\/pre>\n
7. INTERNET GOVERNANCE MAP (DAL SITO <\/strong>WWW.ICANN.ORG<\/strong><\/a>)<\/strong><\/h3>\n
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