Riforme recenti e prospettive future del rule-making statunitense

Lo scritto analizza alcuni recenti interventi normativi che hanno interessato l’amministrazione federale statunitense sia sotto il profilo organizzativo, sia sotto quello della disciplina del rulemaking. Tali interventi sono accomunati dall’esigenza di porre rimedio a due problemi di fondo: quello dell’impatto negativo delle rules sulle attività economiche, e quello della scarsa accountability che caratterizzerebbe la maggior parte delle agenzie federali. Ciò ha comportato, da un lato, l’introduzione della zero-net-cost policy e della one-in-two-out policy, e, dall’altro, la proposta di introdurre un meccanismo di approvazione previa delle major rules da parte del Congresso. Gli interventi in commento, che sotto il profilo istituzionale sono volti a ristabilire la centralità degli organi rappresentativi — Congresso e Presidente — rispetto alle agenzie federali, paiono tuttavia tradursi, sul piano dell’attività, in un tendenziale irrigidimento, sotto diversi profili, dei procedimenti di rulemaking, il quale non risolve, ma al contrario aggrava, la fuga verso forme alternative e meno formalizzate di produzione delle rules (c.d. unorthodox rulemaking).