Fascicolo N.4 del 2012 ottobre / dicembre

Articoli

  • Massimo Brutti Per la scienza giuridica europea (riflessioni su un dibattito in corso) Abstract

    Abstract

     

    L’autore affronta un tema recentemente discusso, soprattutto da studiosi
    tedeschi. Come definire gli scopi e i metodi di una nuova scienza del
    diritto per l’area giuridica europea? Essa dovrebbe abbracciare gli schemi
    giuridici dei singoli Stati, quelli dettati dall’osmosi tra ordinamenti e
    quelli che derivano dall’intreccio tra norme statali e norme dell’Unione.
    La riflessione riguarda in particolare tre temi. Anzitutto, la struttura della
    comparazione, che è il metodo di studio più congeniale al processo di
    integrazione europea. In secondo luogo, l’osmosi tra ordinamenti nazionali.
    In terzo luogo, il rapporto della scienza attuale con il passato: in
    particolare con il modello dello ius commune moderno e con l’eredità di
    Savigny. La conclusione è che la nuova scienza europea non può fondarsi
    sulla tradizione romanistica o sui modelli ottocenteschi (come oggi taluni
    ritengono), né per armonizzare gli ordinamenti statali né per descrivere o
    interpretare le normative dell’Unione. Ciò vale in relazione al campo
    privatistico e a quello del diritto pubblico. Il sapere giuridico europeo ha
    bisogno di una rigorosa storicizzazione dei propri oggetti di studio e deve
    comprendere in sé l’analisi dei profili funzionali, degli aspetti economici
    e politici rilevanti entro la vita del diritto.

     

  • Armin von Bogdandy et al. Solange ribaltata – Proteggere l’essenza dei diritti fondamentali nei confronti degli Stati membri dell’Unione europea Abstract

    Abstract

     

    Questo articolo presenta un approccio innovativo alla protezione dei
    diritti fondamentali dell’UE nei confronti degli Stati membri, dal momento
    che la situazione dei diritti fondamentali in un certo numero di
    Stati membri costituisce crescente motivo di preoccupazione. Tuttavia,
    limitata è ad oggi l’azione dell’Unione a questo proposito. Per quanto gli
    Stati siano complessivamente tenuti al «rispetto dei diritti umani» ai sensi
    dell’art. 2 TUE e soggetti al meccanismo ex art. 7 TUE, ciò ha dimostrato
    di avere un impatto pratico molto limitato. Pertanto, l’articolo suggerisce
    di aprire il «rispetto dei diritti umani» alle azioni giudiziarie individuali
    per il tramite della cittadinanza dell’Unione. Il punto di partenza è il
    recente sviluppo giurisprudenziale della «sostanza» della cittadinanza
    dell’Unione nella causa Ruiz Zambrano. Questa sostanza può e dovrebbe
    essere definita fondamentalmente in riferimento all’essenza dei diritti
    umani consacrati nell’art. 2 TUE. Per calare questo nella pratica, l’articolo
    suggerisce una dottrina Solange ribaltata, applicata dalla CGE nei confronti degli Stati membri: al di fuori della portata della CDFUE, questi
    rimangono autonomi nella protezione dei diritti fondamentali fintantoché
    (solange) si può presumere che essi assicurino l’essenza dei diritti umani
    consacrati nell’art. 2 TUE. Tuttavia, qualora questa presunzione sia superata,
    entra in gioco la «sostanza» della cittadinanza dell’Unione – nel
    senso della causa Ruiz Zambrano. Su questa base i cittadini dell’Unione
    possono domandare ristoro innanzi alle corti nazionali e alla CGE.

     

  • Andrea Lollini Il diritto straniero nella giurisprudenza costituzionale: metodi «forte» e «debole» a confronto Abstract

    Abstract

     

    Lo studio indaga comparativamente le strutture di ragionamento giuridico
    in cui giudici costituzionali di paesi diversi ricorrono a materiali
    giuridici stranieri nell’applicazione delle rispettive disposizioni costituzionali.
    L’articolo, proponendo l’analisi di una selezione di casi emblematici,
    avanza l’ipotesi che stiano emergendo, nella sfera giuridica globale, due
    distinte modalità contrapposte denominate “modalità forte” e “modalità
    debole”. Nella prima, le informazioni giuridiche straniere vengono utilizzate
    in forma assiomatica, ovvero alla stregua di rationes extra-sistemiche
    applicabili nell’ordinamento giuridico nazionale. Nella seconda, i
    giudici costituzionali, pur ricorrendo a materiali giuridici stranieri, se ne
    distanziano argomentando le ragioni della non applicabilità. Nella modalità
    “forte” le “foreign law” tendono ad assumere la valenza di regole
    generate dal giudice tramite l’osservazione di costruzioni giuridiche straniere.
    Nella modalità “debole”, le informazioni giuridiche straniere tendono
    ad assumere la valenza di exempla, ovvero mere ipotesi interpretative,
    introducendo un’ermeneutica per esemplificazione. I due modelli
    denotano modalità di pensiero contrapposte. L’articolo indaga i cortocircuiti
    giuridici innescati dal primo e le proprietà ermeneutiche del secondo.

     

Studi storici

  • Alberto Massera Il diritto amministrativo e l’opera di Gian Domenico Romagnosi, a 250 anni dalla sua nascita Abstract

    Abstract

     

    Preso atto della sua alterna fortuna presso la scienza giuridica, lo studio
    intende analizzare le parti e gli elementi del diritto amministrativo per i
    quali l’opera di Romagnosi può costituire, come diceva M.S. Giannini nel
    1940, “spunto per nuove ricerche”. In particolare, vengono analizzati
    alcuni aspetti dell’opera di Romagnosi sia come “teorico” del diritto che
    come “legislatore” impegnato nella riforma degli studi legali, desumendone
    spunti di perdurante modernità e la capacità di connettere razionalmente
    il nascente diritto amministrativo con altri saperi non giuridici.

     

Note

  • Marco D'Alberti Diritto amministrativo e diritto privato: nuove emersioni di una questione antica Abstract

    Abstract

     

    L’articolo esamina il crescente uso del diritto privato nell’attività amministrativa.
    In particolare, sono analizzati i casi in cui le decisioni amministrative
    sono sostituite da contratti, accordi o altri atti di diritto privato.
    Emerge, così, che principi generali di origine privatistica, come quello di
    buona fede, stanno assumendo un ruolo primario nel diritto amministrativo.
    Gli strumenti di diritto privato sono del resto in grado di consentire
    il raggiungimento di interessi pubblici.

     

Rassegne

  • Mariangela Benedetti Il controllo sull’analisi di impatto della regolazione: l’esperienza degli Oversight Bodies Abstract

    Abstract

     

    Il presente elaborato indaga sui Regulatory oversight bodies (ROB), strutture
    organizzative istituite in diversi Paesi dell’area OCSE per valutare
    l’efficacia e l’efficienza degli strumenti di better regulation e, in particolare,
    dell’Analisi d’impatto della regolazione (AIR). L’ipotesi di ricerca è
    che, a prescindere dalle significative differenze che caratterizza questi
    strumenti organizzativi, essendo stati istituiti in tempi, contesti e con
    modalità diverse, essi rappresentano un fenomeno unitariamente indagabile
    all’interno del quale è possibile rilevare similitudini e differenze.
    L’analisi è distinta in tre parti. Dapprima sono analizzati gli ordinamenti giuridici dove l’esperienza degli oversight bodies è maturata da più tempo
    e con maggiore successo (Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea).
    L’analisi comparativa consente di evidenziare le variabili principali che
    incidono sulle differenze e sulle analogie dei ROB. Nella seconda parte
    viene brevemente ricostruita l’esperienza italiana. Da ultimo sono individuati
    alcuni spunti di approfondimento: quale tipo di controllo è
    esercitato da questi organi; quali strumenti di accountability sono previsti;
    qual è il rapporto tra il controllo da essi svolto e quello esercitato dai
    giudici.

Rivista bibliografica

Sabrina Ragone, I controlli giurisdizionali sulle revisioni costituzionali. Profili teorici e comparativi, Bologna, Bononia University Press, 2011 (recensione di Nino Olivetti Rason);

W. Neil Adger e Andrew Jordan (ed. by), Governing Sustainability, Cambridge, Cambridge University Press, 2009 (recensione di Francesco Fonderico)

Marco D’Alberti, Lezioni di diritto amministrativo, Torino, Giappichelli, 2012 (recensione di Sabino Cassese)

Annalisa Ghiribelli, Decretazione d’urgenza e qualità della produzione normativa, Milano, Giuffrè, 2011 (recensione di Giulio Vesperini)

Alessandro Oddi, Il «giusto processo» dinanzi alla Corte dei conti, Napoli, Jovene, 2010 (recensione di Claudio Consolo)

Antonio Leo Tarasco, Corte dei conti ed effetti dei controlli amministrativi, Padova, Cedam, 2012, Collana del Centro di ricerche Vittorio Bachelet Luiss Guido Carli (recensione di Francesco Battini)

Istituto di ricerche sulla pubblica amministrazione (IRPA), Guida alla ricerca per i giovani giuristi, a cura di Giulio Napolitano, Roma, Irpa, 2012 (recensione di Mario Libertini)

 

 

Notizie

 

L’edizione critica di «Economia e Società» di Max Weber (Sabino Cassese)

L’ottavo Viterbo Global Administrative Law Seminar: la dimensione giuridica degli indicatori globali (Elena Mitzman)

Un seminario a New York sul diritto amministrativo multipolare (Bernardo Giorgio Mattarella)

La promozione all’estero di principi del procedimento amministrativo statunitense (Sabino Cassese)

Il futuro della Costituzione: un libro di Dieter Grimm (Sabino Cassese)