Fascicolo N.2 del 2017 aprile / giugno

Simposi

  • Stefano Battini Diritto amministrativo e entanglement globale Abstract

    Abstract

    Stefano Battini, Marco Macchia e Maurizia De Bellis commentano il «caso Micula», relativo alla revoca di un sussidio pubblico, contestata dai beneficiari del sussidio stesso — i fratelli Micula — per una presunta violazione del principio di legittimo affidamento. Gli autori esaminano gli aspetti più rilevanti tra quelli messi in luce da questo interessante caso, sotto differenti e molteplici punti di vista.

  • Marco Macchia Il labirinto amministrativo tra discrezionalità e regole Abstract

    Abstract

    Stefano Battini, Marco Macchia e Maurizia De Bellis commentano il «caso Micula», relativo alla revoca di un sussidio pubblico, contestata dai beneficiari del sussidio stesso — i fratelli Micula — per una presunta violazione del principio di legittimo affidamento. Gli autori esaminano gli aspetti più rilevanti tra quelli messi in luce da questo interessante caso, sotto differenti e molteplici punti di vista.

  • Maurizia De Bellis Regimi giuridici ultrastatali e conflitti: il caso della tutela degli investimenti Abstract

    Abstract

    Stefano Battini, Marco Macchia e Maurizia De Bellis commentano il «caso Micula», relativo alla revoca di un sussidio pubblico, contestata dai beneficiari del sussidio stesso — i fratelli Micula — per una presunta violazione del principio di legittimo affidamento. Gli autori esaminano gli aspetti più rilevanti tra quelli messi in luce da questo interessante caso, sotto differenti e molteplici punti di vista.

Articoli

  • Enrico Carloni Regolazione del lobbying e politiche anticorruzione Abstract

    Abstract

    Il saggio analizza l’evoluzione della regolazione del lobbying nel quadro delle politiche anticorruzione che hanno interessato numerosi paesi europei, tra i quali in particolare l’Italia. Si assiste, in questo contesto, ad una crescente attenzione al rapporto tra interessi e decisione amministrativa, e quindi al lobbying c.d. «amministrativo», che viene ad essere interessato dalle regolazioni volte a rafforzare l’imparzialità dell’azione amministrativa, sia con strumenti repressivi che, soprattutto, con misure di prevenzione della «corruzione». In un quadro in movimento, nel quale i diversi modelli di regolazione del lobbying (a partire da quello statunitense per passare per quello delle istituzioni europee) si stanno irrobustendo e stanno convergendo verso una combinazione di disci- plina «diretta» e forme indirette e «striscianti» di regolamentazione, l’esperienza italiana si pone come interessante esempio di regolazione ancora essenzialmen- te indiretta, ma «avvolgente» e particolarmente pervasiva. Questo, in partico- lare, grazie alle regole della «anticorruzione», che a ben vedere non solo segnano un rafforzamento delle regole indirette, ma pongono le premesse per una prima regolazione diretta del fenomeno, in particolare attraverso un approccio «decentrato» affidato ai piani di prevenzione della corruzione.

  • Giuseppe Sciascia I profili pubblicistici del credito tra dimensione nazionale e innovazioni sovranazionali Abstract

    Abstract

    La risalente commistione tra pubblico e privato in campo economico ha stimolato, nella prima metà del Novecento, una teorizzazione in chiave pub- blicistica del controllo e governo del sistema creditizio (Nigro), di recente riscoperta in sede di sistematizzazione degli interventi dei poteri pubblici scaturiti dalla crisi finanziaria. Lo scritto analizza i profili pubblicistici del credito assumendo a riferimento la dimensione globale, europea e nazionale, e indagando tre elementi specifici: gli schemi di sovvenzione e garanzia a sostegno del sistema bancario; gli interventi di conformazione e indirizzo del mercato creditizio; le iniziative che delineano l’inedita figura dello «Stato facilitatore». L’indagine evidenzia come, mentre nella sfera sovranazionale prevalgono i moduli della pubblicizzazione funzionale ed emergono primi esempi di soste- gno e incentivazione al credito sussidiari ad azioni domestiche, in ambito nazionale i moduli della pubblicizzazione si sono progressivamente arricchiti; emergono, in particolare, forme di intervento basate sull’interazione indiretta con il mercato, e, al contempo, tentativi di conformazione e strutturazione di quest’ultimo, finalizzati a incrementare la competitività e stabilità del sistema creditizio nazionale e la resistenza alla forza d’urto generata da un controllo e confronto competitivo sempre più attratto al livello sovranazionale.

Rassegne

  • Simona Rodriquez I limiti della democrazia diretta. L’iniziativa popolare nell’esperienza svizzera e statunitense, con uno sguardo all’Italia Abstract

    Abstract

    Il ricorso alla democrazia diretta è aumentato in modo esponenziale negli ultimi anni. Uno sviluppo particolare, soprattutto in Svizzera e negli Stati Uniti, hanno avuto anche quelle particolari tipologie di referendum del tipo «iniziativa», utilizzate per approvare politiche che direttamente o indirettamente comportino un impatto sui diritti dei cittadini, sulle minoranze o che attengono ai rapporti tra diritto nazionale/federale/internazionale. Partendo dal recente referendum tenutosi in Canton Ticino ed afferente le politiche di immigrazione della Svizzera, lo studio condurrà un’analisi comparativa, indagando sull’isti- tuto dell’«initiative», come applicato a livello statale e locale negli Stati Uniti, ordinamento che storicamente ha risentito in modo marcato dell’influenza degli strumenti svizzeri di democrazia diretta. Il panorama statunitense ha mostrato – a partire dagli anni Ottanta dello scorso secolo — le prime criticità dell’istituto, le cui principali attengono all’influenzabilità dell’elettorato e al rilievo che assumono le lobbies più «equipaggiate» di denaro nelle campagne pro o contro una determinata disciplina legislativa. Le iniziative, infatti, risultano essere spesso sostenute o avversate da gruppi di interesse, i quali, grazie alle somme spese nella campagna elettorale, riescono di fatto ad influenzare e orientare il voto dell’elettorato. L’ultima parte dello studio è dedicata al caso italiano. Tale scelta è motivata dalla volontà di interrogarsi sul futuro del referendum propositivo, dopo che la maggioranza dell’elettorato ha recentemente votato «no» al tenta- tivo di costituzionalizzazione dell’istituto. Saranno indagati i pro e contro dello strumento, nella consapevolezza della necessità di correggere e bilanciare in modo democratico il potere rappresentativo dirigente e decisionale.

Rivista bibliografica

GUIDO MELIS: Emilio Lussu et al. on Historical Italian Issues

VINCENZO OMAGGIO: Giorgio Pino on the Analytical Theory of Law

HILDE CAROLI CASAVOLA: Giovanni Tarli Barbieri and Francesca Biondi on The Financing of Politics

GIULIO NAPOLITANO: Mario P. Chiti and Vittorio Santoro on the European Banking Union

GUIDO CORSO; BIAGIO SPAMPINATO: Giulia Mannucci on the Protection of Third Parties in Administrative Law

GIORGIO MOCAVINI: Jedidiah J. Kroncke on The Futility of Law and Develop- ment. China and the Dangers of Exporting American Law

Brief reviews by Luca De Lucia, Rita Perez, Maria Chiara Romano, Giacomo Rugge, Giulio Vesperini

Notizie

La Costituzione come fondamento e limite della moderna amministrazione pubblica (Alessandra Salvato)

«Viaggi» nel diritto amministrativo: un ciclo di incontri all’Università di Milano «Bicocca» (Monica Delsignore)

Le nuove prospettive della tutela penale dei beni culturali (Felicia Caponigri e Anna Pirri)

Un convegno su «Le banche e l’Europa» (Claudia Figliolia)

Un convegno sul testo unico delle società a partecipazione pubblica (Giuseppe Andrea Primerano)

Un convegno sulla immunità degli Stati dalla giurisdizione (Giovanni Boggero)