Ricerche

 

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L’Irpa viene costituito in un momento in cui le amministrazioni e le regole che ne disciplinano l’azione sono interessate da profonde trasformazioni. In sede nazionale, il nuovo riparto dei poteri fra diversi livelli di governo, delineato dalla riforma costituzionale del 2001, iniziava a produrre i primi effetti.

A livello europeo, il processo di integrazione amministrativa riceveva nuovo impulso sia per effetto della più ampia partecipazione ai procedimenti decisionali, soprattutto dopo il Trattato di Nizza, sia per la crescente affermazione di meccanismi strutturali e funzionali volti a rafforzare i rapporti fra amministrazioni statali e comunitarie.

A livello internazionale, la globalizzazione economica, la lotta al terrorismo, la tutela dell’ambiente, le tecnologie dell’informazione sono riconosciuti fattori determinanti di un nuovo tipo di relazioni giuridiche fra cittadini e amministrazioni. In tale contesto, l’Istituto ha promosso progetti orientati secondo due principali direttrici di ricerca.

La prima direttrice consiste nello studio dei rapporti tra Stato ed economia. Nella concezione tradizionale tali istituzioni si configurano come separate e contrapposte, e valgono ad individuare sfere alternative dell’azione umana, l’una rimessa alla disciplina pubblica, l’altra alla libertà economica privata. Attualmente questa concezione risulta superata sulla base delle premesse teoriche formulate, oltre quattro decenni fa, nell’opera di Massimo Severo Giannini. Esse fondano le successive analisi e ricostruzioni della complessa articolazione di rapporti tra Stato ed economia, che oggi si qualificano soprattutto alla luce delle reciproche interazioni e di una necessaria complementarietà. Il processo storico dell’apertura alla concorrenza mondiale di aree di attività tradizionalmente controllate (e regolate) dallo Stato ha determinato l’emergere di interessi pubblici nuovi e ha posto l’esigenza di nuove regole. Il settore finanziario e quello delle comunicazioni elettroniche hanno conosciuto, ad esempio, una profonda trasformazione in conseguenza a tale processo: dalle modalità di svolgimento delle funzioni (si pensi a quelle regolative e di vigilanza nel settore finanziario e alla dislocazione multi-livello in quello delle comunicazioni) ai modelli organizzativi (come le “reti” transgovernative). In ambito nazionale, il decentramento, le privatizzazioni, le liberalizzazioni, le nuove forme di regolazione indipendente del mercato sono stati all’origine delle trasformazioni più significative dei modelli di intervento pubblico, registrate negli ultimi venticinque anni in quasi tutti i settori economici. Negli ultimi tre anni è la grave crisi economica mondiale a determinare, per i suoi effetti dirompenti, radicali modifiche al quadro delle misure di regolazione pubblica dell’economia. In tale contesto, gli interventi statali più recenti sono ispirati alla stabilizzazione macroeconomica, al sostegno e allo stimolo ai settori strategici, obiettivi che possono determinare effetti protezionistici e un più ampio ricorso a mezzi autoritativi. L’elaborazione di nuovi assetti regolatori, l’individuazione degli strumenti più adeguati a perseguire le rinnovate finalità di quell’intervento, la ridefinizione del ruolo economico dello Stato in conseguenza ai “fallimenti del mercato” (lo Stato “salvatore”) e l’interdipendenza di esso con l’ordinamento sovranazionale sono alcuni dei profili di analisi riconducibili a questa direttrice di ricerca.

La seconda direttrice pone al centro dello studio le amministrazioni pubbliche. Il mutamento del contesto istituzionale entro cui operano (Stato e mercato) comporta, infatti, anche il cambiamento del modo di operare delle amministrazioni stesse. Lo studio delle relative attività, tradizionalmente incentrato su problematiche di dimensione statale, oggi si estende ad una prospettiva più ampia, comprensiva di relazioni strette tra amministrazioni pubbliche nazionali, sovranazionali e internazionali. L’intervento di poteri generalmente qualificati pubblici, preposti alla tutela di interessi statali e ultrastatali, in aree di attività caratterizzate da un livello di integrazione sempre maggiore, richiede modalità e strumenti nuovi. Questi nuovi interessi e relazioni hanno contribuito, in particolare, a modificare profondamente i diritti amministrativi domestici. Le regole e gli standard elaborati, negli ultimi tre lustri, da un numero crescente di organizzazioni internazionali, in grado di esercitare poteri attraverso determinazioni unilaterali, ed applicati da organi preposti a risolvere le relative controversie fra i destinatari dell’attività di quelle organizzazioni globalizzazione giuridica) introducono elementi eterogenei negli ordinamenti  amministrativi nazionali. La propensione alla negoziazione, il ruolo determinante dei regolatori privati, la tenue distinzione pubblico-privato, l’ampliamento e la ridefinizione dei paradigmi regolativi, che distinguono le regolazioni globali, condizionano in maniera significativa il contenuto dei principi e degli istituti fondamentali storicamente elaborati e riconosciuti dalla scienza del diritto amministrativo nei vari ordinamenti. Ciò è esemplificato dal caso dei beni culturali e, ancora, dei servizi finanziari. Soprattutto, a questa prospettiva va ricondotta l’esigenza di una analisi organica dei caratteri e degli elementi attuali del sistema amministrativo nazionale, ora disponibile nel volume dal titolo Il sistema amministrativo italiano (a cura di Luisa Torchia, Bologna, Il Mulino, 2009) frutto della ricerca avviata dall’Istituto nel 2007. Ai filoni d’indagine appena illustrati possono ascriversi anche le tre ricerche attualmente in corso. Sulla base dei risultati delle ricerche concluse, quelle di recente avviate si sviluppano intorno a problemi e profili nuovi, ancora ignorati o poco approfonditi dalla letteratura specialistica. Esse spaziano dall’analisi di ordinamenti sezionali, come quello dei giochi e delle scommesse, allo studio di caratteri generali del sistema amministrativo, come la rappresentanza degli interessi organizzati.

Il metodo d’indagine prescelto si fonda su un approccio empirico che rende indispensabile al processo teorico-elaborativo la considerazione di casi giuridici e di concreti esempi applicativi. Nello sviluppo di ciascun progetto scientifico, inoltre, la prospettiva storica d’inquadramento dei fenomeni si coniuga a quella comparativa e interdisciplinare, che considera rilevanti, accanto agli aspetti giuridici, quelli economici, sociali e politici, e le elaborazioni delle relative scienze. L’Istituto conta, inoltre, su quattordici progetti di ricerca. Redatti da studiosi ed esperti del diritto e della scienza amministrativa, questi ultimi hanno ad oggetto una varietà di temi amministrativi di interesse generale e settoriale, e rispondono a criteri di particolare problematicità e attualità scientifica. Su richiesta di enti ed istituzioni pubbliche e private, ciascun progetto è disponibile come base per avviare indagini ed analisi che possano includere anche la considerazione dei profili di interesse particolare dei soggetti promotori. Il taglio e gli obiettivi proposti da ogni progetto di ricerca sono, in tali casi, oggetto di discussione collegiale, e revisioni e modifiche sono sempre possibili al fine di adeguare – d’intesa fra responsabili, ricercatori e organismi finanziatori – l’impegno richiesto al metodo d’analisi e agli standard di qualità scientifica perseguiti dall’Istituto.

Sono indicati, sotto, le ricerche in corso e quelle concluse, nonché i progetti disponibili per l’attivazione, relativi, fra l’altro, alla tutela dell’ambiente, alla concorrenza, alle  regole internazionali, agli appalti pubblici, alla regolazione dell’industria del cemento, alla sicurezza dei prodotti alimentari e alla disciplina globale dei prodotti farmaceutici.

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Progetti di ricerca

 

Ricerche in corso

 

Ricerche concluse

 

 

 

 


 

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