Sabino Cassese

Lo Stato fascista

S. Cassese

Il Mulino, 2010

Il fascismo si proclamò totalitario e corporativo, ma non fu interamente né l’uno, né l’altro. Pretese di erigere un nuovo Stato, ma riutilizzò abbondantemente elementi e residui dello Stato liberale. Autoritario e dittatoriale, concentrò il potere pubblico, ma accettò anche una sua limitata pluralizzazione. Incorporò gli organismi di resistenza economica, eliminò libere elezioni, creò un surrogato della rappresentanza politica, si valse di organizzazioni satelliti, ma ricorse ad amministrazioni parallele per gestire la crisi economica. Sabino Cassese, in questo libro che è, nello stesso tempo, una storia delle istituzioni fasciste e una ricostruzione dei tipi di Stato cesaristi, esprime dubbi sul valore euristico della nozione di totalitarismo, esamina successi e fallimenti del corporativismo e propone un’analisi più complessa dei paradossi dello Stato fascista.

Sabino Cassese, uno dei maggiori esperti dei problemi dello Stato e dell’amministrazione, è professore della Scuola Normale Superiore e giudice della Corte costituzionale. E’ stato ministro della Funzione pubblica del governo Ciampi. Tra le sue pubblicazioni con il Mulino: “Casi e materiali di diritto amministrativo” (con L. Fiorentino e A. Sandulli, 2001) “Il mondo nuovo del diritto” (2008). Tra le sue pubblicazioni recenti con altri editori: “Lo spazio giuridico globale” (Laterza, 2003) “Oltre lo Stato” (Laterza, 2006) “La nuova costituzione economica” (Laterza, 2006); “Il diritto globale” (Einaudi, 2009) “I tribunali di Babele” (Donzelli, 2009); “Massimo Severo Giannini” (Laterza, 2010); “Il diritto amministrativo: storia e prospettive” (Giuffrè, 2010).

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