Attività di Governo

Il parere del Consiglio di Stato sul «Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta»

Il Consiglio di Stato ha emanato il proprio parere sullo schema di regolamento recante “Disciplina del «Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta» istituito ai sensi dell’art. 1, commi 207-212, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”.

Lo schema sottoposto al vaglio di Palazzo Spada si ricollega a una previsione della “legge di Stabilità 2016″ (l. 28 dicembre 2015, n. 208), che, con l’articolo 1, commi 207 e 208, aveva previsto l’istituzione del Fondo intitolato all’illustre scienziato per sovvenzionare il reclutamento straordinario di professori universitari di prima e di seconda fascia, selezionati tramite procedure nazionali e ai sensi dell’art.1, comma 9, secondo periodo, della legge 4 novembre 2005, n. 240. La medesima legge di Stabilità rinviava a un D.P.C.M. la definizione di tutti gli elementi necessari a realizzare il reclutamento mediante le risorse del predetto fondo, quali:

a) “criteri per valutare l’eccellenza dei percorsi individuali di ricerca scientifica, secondo i migliori standard valutativi nazionali e internazionali propri dell’area scientifica di riferimento”;

b) “modalità per l’attivazione e lo svolgimento della procedura di selezione”;

c) “inquadramento in una classe stipendiale che comporti un avanzamento non inferiore a due classi rispetto a quella in godimento”;

d) “nomina e funzionamento di apposite Commissioni di valutazione, formate per ogni area disciplinare da studiosi italiani e stranieri di alta qualificazione, operanti nel campo della ricerca scientifica e tecnologica”;

e) “numero dei posti di professore universitario destinati al reclutamento straordinario […]egualmente distribuiti tra la prima e la seconda fascia […] individuando altresì, all’interno di ciascuna fascia il numero dei posti destinati a professori di prima e di seconda fascia già in servizio in atenei italiani, che concorrono per l’eventuale chiamata nella stessa fascia;[…]; criteri per l’individuazione delle aree scientifiche di riferimento […]”, anche “informati a obiettivi di crescita e miglioramento di particolari aree della ricerca scientifica e tecnologica italiana”;

f) “modalità di assegnazione” al singolo ateneo, a valere sulle disponibilità del Fondo, nonché modalità dell’ “eventuale concorso dell’ateneo alla copertura di tali oneri mediante risorse proprie”; “numero massimo di chiamate dirette consentite ad ogni ateneo”.

Trattasi, quindi, di un’iniziativa diretta a favorire il c.d. “rientro dei cervelli” in Italia, slogan ricorrente nel dibattito pubblico sul ruolo della ricerca quale volano della crescita economica; un’iniziativa che, peraltro, ha comportato un ampliamento (ancorché non strutturale, data la natura sperimentale delle modalità con cui attuare il reclutamento sostenuto dal fondo, come notato dallo stesso Consiglio di Stato) delle tipologie di selezione dei docenti universitari; con la conseguente creazione di un nuovo meccanismo selettivo “in deroga” agli ordinari sistemi di accesso disciplinati dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, che prevede quindi “l’ingresso nella docenza universitaria di questa nuova categoria di professori, per i quali l’eccellenza dei percorsi individuali di studio e di ricerca scientifica e l’elevato e riconosciuto merito scientifico sono tali da prevalere anche sul possesso dell’abilitazione scientifica nazionale“.

Giuseppe Sciascia

(si ringrazia Silvia Simone per la segnalazione)