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Il Consiglio di Stato si pronuncia sul Cineca

 

 

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Il Consiglio di Stato, con sentenza della Sezione Sesta, n. 2660/2015, si pronuncia sul Consorzio Interuniversitario Cineca, sancendone la non riconducibilità all’in house providing per assenza dei requisiti richiesti dalla giurisprudenza europea.

Da un lato,”la mancanza della partecipazione pubblica totalitaria vale, di per sé, alla luce del diritto vigente, ad escludere la configurabilità del rapporto in house”. Per il Collegio, deve infatti escludersi “la possibilità di equiparare all’ente pubblico qualsiasi soggetto che, a prescindere dai poteri, dai fini e dalla struttura organizzativa, operi grazie a capitali privati”.

Dall’altro, “la sussistenza in concreto di un controllo analogo da parte delle Università consorziate è escluso dalla posizione di indiscussa primazia riconosciuta al MIUR nell’ambito dell’organizzazione e del funzionamento del CINECA”.

“Lo svolgimento di attività imprenditoriale verso l’esterno“, infine, “attribuisce al Cineca una vocazione commerciale che impedisce di considerarlo alla stregua di un soggetto in house, ovvero di un mero organo delle Amministrazioni consorziate“.

Di conseguenza, sarà necessario il ricorso a procedure di evidenza pubblica.

 

 

Leggi la sentenza sul sito di Giustizia amministrativa