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Cun: resoconto sugli ordinamenti dei corsi di studio universitari per l’a.a. 2015-2016

 

 

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Gli ordinamenti dei corsi di studio universitari per l’a.a. 2015-2016 al vaglio del Consiglio Universitario Nazionale.

Resoconto a cura della III Commissione Permanente CUN, «Politiche per la valutazione, la qualità e l’internazionalizzazione della Formazione Universitaria».

Coordinatori Marco Abate e Romana Frattini.

Roma, 28 maggio 2015

Nel periodo febbraio-maggio 2015, il Consiglio Universitario Nazionale, tramite l’attività istruttoria della III Commissione Permanente «Politiche per la valutazione, la qualità e l’internazionalizzazione della Formazione Universitaria», ha effettuato l’esame degli ordinamenti dei corsi di studio universitari, presentati per l’ a.a. 2015-2016 dagli Atenei.

Tenendo conto che i corsi di laurea e laurea magistrale attivi nelle Università italiane nell’a.a. 2014/15 erano 4213, il CUN ha vagliato, nel periodo qui considerato, più di un quarto dell’intera offerta formativa universitaria a livello di laurea e laurea magistrale e la totalità dell’offerta formativa a livello di scuole di specializzazione di area medica.
Le attività svolte consentono, in particolare, di evidenziare i seguenti dati significativi, in quanto utili a rappresentare le macro tendenze in atto nell’offerta formativa del sistema universitario italiano:

 

A) ORDINAMENTI DI NUOVA ISTITUZIONE
Sono stati presentati ed esaminati 85 ordinamenti di nuova istituzione di corsi di laurea o laurea magistrale

– 53 di questi sono stati esaminati una seconda volta, in seguito a modifiche apportate dagli Atenei in risposta alle osservazioni formulate da questo Consesso.

Aree disciplinari CUN: l’area con il maggior numero di corsi di nuova istituzione è l’area 06- «Scienze Mediche» (14 corsi), seguita dalle aree 11- «Scienze Storiche, Filosofiche, Pedagogiche e Psicologiche» e 13-«Scienze Economiche e Statistiche» (13 corsi ciascuna) e dall’area 09- «Ingegneria industriale e dell’informazione». (12 corsi). Quella con il minor numero di corsi di nuova istituzione è l’area 02- «Scienze Fisiche» (0 corsi).
Ordinati in macro-raggruppamenti: l’area ingegneristica ha il maggior numero di corsi di nuova istituzione (21), seguita dall’area letteraria (20), dall’area sociale (18) e dall’area sanitaria (14).  L’area scientifica, incluse Scienze Agrarie e Veterinarie, è ultima con 12 corsi.

Atenei: Perugia e Cattolica del Sacro Cuore di Milano sono gli Atenei che hanno proposto il maggior numero di corsi di nuova istituzione, con 5 ordinamenti ciascuno.

 

B) ORDINAMENTI MODIFICATI
Sono stati presentati ed esaminati 979 ordinamenti modificati di corsi di laurea o laurea magistrale.

– 693 di questi sono stati esaminati una seconda volta, in seguito a modifiche apportate dagli Atenei in risposta alle osservazioni formulate da questo Consesso. Sono stati altresì presentati ed esaminati 1704 ordinamenti modificati delle Scuole di specializzazione di area medica.

Aree disciplinari CUN: l’area, con il maggior numero di corsi modificati è l’area 09- «Ingegneria industriale e dell’informazione» (155 corsi), seguita dalle aree 13- «Scienze Economiche e Statistiche» (136 corsi), 10- «Scienze dell’Antichità, Filologico-Letterarie e storico-artistiche» (111 corsi) e 6-«Scienze Mediche» (103 corsi). Le aree con il minor numero di corsi modificati sono l’area 12- «Scienze Giuridiche» (8 corsi) e l’area 02- «Scienze Fisiche» (17 corsi).
Ordinati in macro-raggruppamenti: l’area con il massimo numero di corsi modificati è l’area sociale (237 corsi), seguita dall’area ingegneristica (227 corsi), dall’area scientifica, incluse Scienze Agrarie e Veterinarie (209 corsi), dall’area letteraria (200 corsi) e dall’area sanitaria (103 corsi). A questi si aggiungono 3 corsi modificati delle scienze strategiche ex DM 509/1999.

Atenei: Il maggior numero di corsi modificati è stato presentato da Bologna (57), Politecnico di Torino (50), Palermo (48), Roma «La Sapienza» (44) e Pisa (42).

Un’attività significativa non solo per i dati numerici che evidenzia, in merito alle scelte degli Atenei di istituire nuovi ordinamenti di corsi di studio o modificare quelli esistenti, ma anche per il metodo accolto per espletarla. L’esame degli ordinamenti è stato infatti effettuato tramite un capillare confronto e una collaborazione fattiva con gli Atenei che non soltanto ha permesso di risolvere pressoché tutti i problemi riscontrati, ma ha anche visto la partecipazione attiva degli Atenei i quali hanno essi stessi ritirato autonomamente i pochi progetti deboli, tanto che l’esame finale si è concluso con la bocciatura di due soltanto degli ordinamenti di nuova istituzione e di un solo ordinamento modificato sul migliaio presentati.

“L’obiettivo delle verifiche sugli ordinamenti dei corsi di studio universitari condotte dal Consiglio Universitario Nazionale è quello di concorrere al miglioramento, ove necessario, o al mantenimento, ove sufficiente, della qualità dell’offerta formativa del sistema universitario italiano, così da salvaguardarne l’alto livello, anche internazionale.

All’offerta formativa è d’altro canto demandata, in molta parte, la capacità dei nostri Atenei di attrarre i talenti non solo italiani ma anche di altri Paesi, sia come studenti sia come docenti e ricercatori. La conoscenza della sua morfologia e delle tendenze che l’attraversano è perciò essenziale al miglior governo delle autonomie universitarie da parte sia degli Atenei sia dell’amministrazione centrale e degli organi di indirizzo politico-amministrativo.

Questo resoconto intende contribuire, anche e solo tramite la rappresentazione delle consistenze numeriche più recenti, a tale conoscenza”.

Il Presidente
Andrea Lenzi

 

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