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Il parere del Consiglio di Stato sulla riforma dei servizi pubblici locali di interesse economico generale

Consiglio di StatoIn data odierna, la Commissione speciale del Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo recante “Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale” ha pubblicato il parere qui reperibile.

Il Consiglio di Stato ha rilevato che lo schema di decreto legislativo si presenta come “una base di normazione organica e stabile, in grado di rendere immediatamente intellegibile alle amministrazioni e agli operatori del settore le regole applicabili in materia e di assicurare una gestione più efficiente dei servizi pubblici locali di interesse economico generale a vantaggio degli utenti del servizio, degli operatori economici e degli stessi enti locali“. Si auspica inoltre che il Governo “vigili (anche nei suoi rapporti col Parlamento) affinché detta «codificazione» sia preservata da tentativi di tornare a norme introdotte disorganicamente in fonti diverse, evitando, quindi, nuove dispersioni attraverso strumenti normativi episodici e disordinati”. Inoltre, è stata segnalata la necessità di “effettuare un monitoraggio attento sull’attuazione della riforma, per assicurarne un effettivo funzionamento e fugare i rischi di fuga dalla riforma“.

Come è stato rilevato nel parere, il cuore della riforma può essere individuato nel fatto che “il legislatore prevede come regola generale che gli enti locali debbano affidare la gestione di servizi pubblici locali di rilevanza economica ad imprenditori o società, in qualunque forma costituite, individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica“. Secondo Palazzo Spada, “il testo in esame appare rispettoso del dettato costituzionale nella parte in cui prevede la valutazione discrezionale degli enti locali nella scelta delle modalità di gestione del servizio. Esso, inoltre, si muove in coerenza con l’ordinamento europeo, assicurando un livello di tutela della concorrenza anche più elevato della media degli altri Stati membri. Va, infine, valutato il rapporto di tale impostazione con gli esiti referendari, che peraltro risalgono ormai a cinque anni or sono“. Ancora, nel parere si segnalano alcune criticità sia per il caso in cui la proprietà delle reti sia nella mano pubblica sia per quella in cui la proprietà sia privata: nella prima ipotesi, si raccomanda che la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali essenziali rimanga in ogni caso nella mano pubblica; nel secondo caso, si invita a disciplinare meglio il vincolo all’uso pubblico delle reti.

Con riferimento ai poteri delle autorità, è stato segnalato che una delle principali innovazioni della riforma è l’estensione dell’ambito di competenze dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico anche al sistema di regolazione del ciclo dei rifiuti. A fronte delle nuove competenze, per assicurare una effettiva attuabilità della previsione e per evitare pregiudizi sulla qualità del servizio, il Consiglio di Stato ha raccomandato “il reclutamento di nuovo personale dotato di specifiche competenze tecniche, il cui costo in ogni caso non graverebbe sulla finanza pubblica in forza del previsto meccanismo di autofinanziamento“.

Per una sintesi dei contenuti del parere si rinvia al seguente link.