Politica e amministrazione

Le questioni al vaglio della Corte costituzionale nel mese di marzo

corte-costituzionaleA partire da domani, la Corte costituzionale è chiamata ad affrontare una serie di questioni di particolare interesse per il diritto interno.

Nell’elenco, pubblicato sul sito della Corte con cadenza mensile, si legge ad esempio della rimessione di una questione relativa alle norme sull’ordinamento penitenziario e l’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, con particolare riguardo ai rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 della CEDU nei confronti delle persone soggette a misura di sicurezza detentiva.

Ancora, la Corte affronterà la vicenda relativa ad alcune norme adottate dalla Regione Veneto, e impugnate dal Governo, in materia di governo del territorio e di disciplina degli edifici e delle attrezzature di interesse comune per servizi religiosi; il Governo ha denunciato, infatti, la violazione del principio della non discriminazione tra confessioni religiose in base alla sola circostanza che esse abbiano regolato i loro rapporti con lo Stato tramite accordi e intese e, con riferimento alla seconda questione, il travalicamento degli ambiti rimessi alla competenza legislativa esclusiva statale in materia di rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose, l’interferenza con il principio di libertà di religione, nonché la violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza.

In materia di università, la Corte affronterà due questioni – sollevate dal T.A.R. Lazio – relative all’introduzione del costo standard unitario di formazione per studente in corso, cui si ricollega l’assegnazione di una percentuale del Fondo di finanziamento ordinario delle università (FFO).

Ancora su impulso del TAR Lazio, la Corte affronterà la nota vicenda del limite massimo retributivo per gli emolumenti o le retribuzioni nell’ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con le P.A. statali laddove applicato ai giudici della Corte dei conti e del Consiglio di Stato di nomina governativa, e ai magistrati ordinari.

Giuseppe Sciascia