Diritto costituzionale

La relazione sulla giurisprudenza costituzionale del 2015

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Lo scorso 11 aprile è stata pubblicata la relazione del Presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi sulla giurisprudenza della Corte nell’anno 2015, accompagnata dalla relazione del Servizio studi che raccoglie alcune delle pronunce più significative nel merito.

Nel ripercorrere alcuni degli eventi che hanno caratterizzato l’anno della Consulta – tra cui l’elezione a Presidente della Repubblica del giudice costituzionale Sergio Mattarella, e la successiva nomina di tre nuovi giudici costituzionali -, la relazione si sofferma sui numeri dell’attività della Corte (168 sentenze e 108 ordinanze, di cui 145 pronunce relative a giudizii incidentali, 113 pronunce relative a giudizi principali, 8 conflitti di attribuzione tra enti e 7 tra poteri dello Stato, oltre a 2 pronunce sull’ammissibilità dei referendum), e su alcuni aspetti che ne hanno connotato gli interventi: tra questi, la prevalenza delle remissioni da parte dei tribunali ordinarii su leggi statali; la preponderanza delle materie del diritto amministrativo e pubblico in generale; la frequente denuncia di violazione dell’articolo 117, in relazione sia a norme della CEDU, che al sistema di riparto di competenze tra Stato e Regioni; l’emersione di questioni in materia di delega legislativa, decretazione di urgenza e leggi interpretative; il costante riferimento a disposizioni cruciali del testo costituzionale, quali l’articolo 2 e l’articolo 3; la netta prevalenza di decisioni di rigetto rispetto a quelle di accoglimento, nonché il frequente ricorso a decisioni di inammissibilità nei giudizi di tipo incidentale.

Significative le parole a conclusione della relazione: “Nell’esperienza costituzionale che stiamo vivendo, la Corte sembra, dunque, sempre più assumere il ruolo non già di custode, quasi museale, di valori imbalsamati o immobilizzati in formule solenni, ma di garante, piuttosto, di metodi logici, intrinsecamente connotati anche sul piano etico, che consentano a quei valori, volta per volta, tra stabilità e mutamento, di essere riconosciuti nella loro attuale e concreta consistenza. L’auspicio è che riusciamo, nello stesso tempo, ad incarnare degnamente gli ideali propugnati dai Costituenti e a leggere, con il necessario discernimento, i tanti e contrastanti segni della nostra difficile esperienza”.