Amministrazione e mercato

Il parere del Consiglio di Stato in materia di “Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca”

Logo Consiglio di Stato


Il Consiglio di Stato ha emanato il parere n. 2210/2016 relativo allo schema di decreto legislativo recante “Semplificazione dell’attività degli enti pubblici di ricerca“, adottato ai sensi dell’articolo 13 della legge 124/2015.

Ricostruito il quadro dei principi e degli indirizzi in materia, i magistrati di Palazzo Spada conducono – all’interno del parere – una ricognizione della disciplina attualmente vigente, evidenziandone il carattere estremamente frammentario dato dall’assenza di un quadro generale di riferimento, e dalla presenza di norme ad hoc dedicate a ciascun ente di ricerca, con le naturali conseguenze in punto di “mancanza di organicità e disomogeneità nella regolamentazione di questa tipologia di enti pubblici“.

Segue una ricostruzione dei criteri della legge delega e delle finalità dell’intervento di riforma. In particolare, i principi e criteri direttivi fissati all’interno della delega sono i seguenti:

a) garantire il recepimento della Carta europea dei ricercatori e del documento European Framework for Research Careers, con particolare riguardo alla libertà di ricerca e all’autonomia professionale; consentire la portabilità dei progetti di ricerca e la relativa titolarità valorizzando la specificità del modello contrattuale del sistema degli enti di ricerca;

b) inquadramento della ricerca pubblica in un sistema di regole più snello e più appropriato a gestirne la peculiarità dei tempi e delle esigenze del settore, nel campo degli acquisti, delle partecipazioni internazionali, dell’espletamento e dei rimborsi di missioni fuori sede finalizzate ad attività di ricerca, del reclutamento, delle spese generali e dei consumi, ed in tutte le altre attività proprie degli EPR;

c) definizione di regole improntate a princìpi di responsabilità ed autonomia decisionale, anche attraverso la riduzione dei controlli preventivi ed il rafforzamento di quelli successivi;

d) razionalizzazione e semplificazione dei vincoli amministrativi, contabili e legislativi, limitandoli prioritariamente a quelli di tipo «a budget»;

e) semplificazione della normativa riguardante gli EPR e suo coordinamento con le migliori pratiche internazionali.

In relazione ai contenuti dell’intervento normativo, e a prescindere da più puntuali commenti relativi all’articolato, per la cui identificazione si rimanda al testo del parere, il Consiglio di Stato evidenzia tre principali aspetti di “metodo”.Si rileva, in primo luogo, “l’assoluta carenza dell’attività di consultazione nella redazione dello schema“, nonché una sostanziale sconnessione tra i problemi da risolvere con l’intervento normativo, da un lato, e la fase di consultazione e analisi di impatto, dall’altro. In secondo luogo, viene evidenziata la mancanza di una disciplina della fase di monitoraggio della riforma: si suggerisce, pertanto, di prevedere “un compiuto meccanismo di monitoraggio già nello schema in esame, con una nuova norma ad hoc”. Infine, si evidenzia la necessità di una complessiva ricognizione e di un approfondito riordino della stratificazione normativa di riferimento in materia, anche attraverso la redazione di un testo unico.In conclusione, ferme le condizioni e osservazioni riportate, la Commissione Speciale di Palazzo Spada esprime parere favorevole sullo schema.

 

si ringrazia Silvia Simone per la segnalazione