Diritti fondamentali

L’esclusione permanente dalla donazione di sangue in ragione dell’orientamento omosessuale dei donatori di sesso maschile è compatibile con il diritto UE.

 

logo Corte di Giustizia


La Quarta Sezione della Corte di Giustizia Europea, chiamata a pronunciarsi sulla causa C-528/2013, G.Léger c. Ministre des Affaires sociales, de la Santé et des Droits des femmes e Établissement française du sang, con sentenza del 29 aprile 2015 ha affermato che: il Punto 2.1. dell’allegato III della direttiva 2004/33 della Commissione “deve essere interpretata nel senso che il criterio di esclusione permanente dalla donazione di sangue di cui a tale disposizione e relativo al comportamento sessuale ricomprende l’ipotesi in cui uno Stato membro, considerata la situazione in esso esistente, preveda una controindicazione permanente alla donazione di sangue per gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso, laddove sia dimostrato, sulla base delle conoscenze e dei dati medici, scientifici ed epidemiologici attuali, che un simile comportamento sessuale espone dette persone ad un alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili col sangue e che, nel rispetto del principio di proporzionalità, non esistono tecniche efficaci di individuazione di queste malattie infettive o, in difetto di tali tecniche, metodi meno restrittivi rispetto ad una siffatta controindicazione per garantire un livello elevato di protezione della salute dei riceventi. Spetta al giudice nazionale verificare se, nello Stato membro di cui trattasi, tali condizioni siano rispettate“.

Scarica la sentenza