Dossier - Internet Governance (Dns)

Dossier: Internet Governance

 

La Governance di Internet
Il sistema dei nomi a dominio

(di Bruno Carotti)

 

L’Irpa apre la nuova serie dei Dossier su un tema ancora oggetto di vivo dibattito: la Governance di Internet.

In questa pagina, si cerca di offrire un panorama generale sul  funzionamento dei nomi a dominio (Domain name system, Dns). Gli argomenti principali sono presentati attraverso una breve descrizione e il richiamo a documenti e informazioni rilevanti.

 

[La figura rappresenta la concettualizzazione dell’idea di rete, avanzata da Paul Baran, pioniere degli studi sui sistemi di comunicazione complessi. Si v. P. Baran, On Distributed Communications Networks, Santa Monica, 1962, p. 4]

 

 

 

1. La Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann)

 

Lo statuto dell’Icann

 

Le funzioni dell’Icann

 

La struttura dell’Icann

 

 

I princìpi dell’attività svolta:

 

 

La partecipazione degli Stati: il Governmental Advisory Committee.

La presenza di questo comitato fa dell’Icann una struttura ibrida, privata in origine, e successivamente aperta ai poteri pubblici. Gli Stati sono rappresentati all’interno dell’ente e fanno sentire la loro voce – ribadendo la sussistenza di un forte interesse pubblico su alcune risorse (come i ccTLD: si v. infra, punto 3) – proprio grazie all’istituzione del Gac.

 

 

 

2. La nuova policy dei nomi a dominio generici (generic Top Level Domain Names, gTLD)

 

La «New gTLD Policy»

Con questa policy, recentemente adottata, sono stati ‘liberalizzati’ i nomi a dominio di primo livello, che potranno essere introdotti in modo libero, aldilà delle categorie ‘storiche’ che hanno segnato l’origine della rete (come .com, .net, .org). Dal numero chiuso si passa ad un sistema aperto, in cui i nomi utilizzabili divengono – potenzialmente – illimitati. Per non compromettere la funzionalità del sistema, comunque, sono definiti alcuni princìpi quadro da parte dell’Icann, a seguito di imponenti procedure di consultazione.

Dietro l’apertura dei nomi, giace un complesso percorso di liberalizzazione, che consente a un numero maggiore di operatori del settore di intervenire su una risorsa scarsa come i nomi a dominio di primo livello.

 

Leggi le informazioni rilevanti sul sito dell’Icann

 

 

 

3. I nomi a dominio nazionali (country code Top Level Domain Names, ccTLD)

 

Accanto ai nomi a dominio di primo livello generici, vi sono i nomi a dominio nazionali, che contrassegnano una entità politico-territoriale determinata (.it, .uk, .es, ecc.). L’Icann non ha il potere correlare tali codici ad una specifica Nazione: per questo, si è fatto ricorso ad una norma tecnica precedentemente adottata dalla International Organization for Standardization (Standard ISO 3166).

 

Link alle principali informazioni sui ccTLD

 

 

 

4. La procedura di soluzione delle Controversie Uniform Dispute Resolution Policy (UDRP)

 

Questa policy, la cui prima versione risale al 1999, è il frutto di uno sforzo comune tra Icann e Wipo (World Intellectual Property Organization). Le controversie su un nome a dominio sono risolte mediante una procedura amministrativa diretta a confermare, annullare, sospendere o trasferire un nome a dominio.
La procedura – non esente da critiche, ma comunque celere e poco onerosa – cerca di ovviare al problema delle registrazioni abusive dei nomi a dominio (si tratta di fenomeni come il cybersquatting o il domain grabbing).

La procedura è svolta da parte di organi risolutori previamente accreditati presso l’Icann.
Sono parti il titolare di un “nome”, il soggetto registrante (che abbia, in ipotesi, violato i diritti connessi a tale nome) e il fornitore di servizi di registrazione (registrar).
A quest’ultimo sarà eventualmente chiesto, da parte dell’organo decidente (come un Panel della Wipo), di procedere alla cancellazione o al trasferimento di un particolare nome a dominio.
Di notevole interesse i casi in cui il registrar sia inserito nella struttura della pubblica amministrazione : in questo caso, infatti, la decisione adottata in base alle regole stabilite dall’Icann produce effetti vincolanti su un soggetto pubblico nazionale.

 

Informazioni generali e documenti rilevanti sul sito dell’Icann

 

La sezione della Wipo dedicata alla Udrp

 

 

 

5. L’intervento delle Nazioni Unite

 

Il Working Group on Internet Governance (WGIG) ha redatto, ormai 8 anni fa, un rapporto sul possibile riequilibrio istituzionale del settore. All’esito di un lavoro particolarmente complesso, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite, istituito al termine del World Summit on Internet Society (WSIS) del 2003, ha presentato le proprie conclusioni a Tunisi, nel 2005.

La riforma non è stata attuata, ma da allora si tiene, con cadenza annuale, un Internet Governance Forum (Igf), durante il quale vengono discussi i principali problemi legati alla governance della rete.

 

Leggi il Rapporto e le proposte del WGIG

 

Visita il sito dell’Internet Governance Forum

 

 

 

6. Riferimenti essenziali

(sono citati solo gli articoli disponibili online)

 

 

B. Carotti, L’Icann e la governance di Internet, in Rivista trimestrale di diritto pubblico, 2007, p. 681 ss.

 

B. Carotti, L. Casini, A Hybrid Public-Private Regime: The Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) and the Governance of the Internet, in Global Administrative Law: The Casebook, edited by S. Cassese, B. Carotti, L. Casini, E. Cavalieri, E. McDonald, Rome-Edinburgh-New York, Irpa-IILJ, 2012, p. 185 ss.

 

D.P. Findler, Internet Governance and International Law: The Controversy Concerning Revision of the International Telecommunication Regulations, in American Society of International Law, 2013

 

M. Froomkin, Wrong Turn in Cyberspace: Using Icann to Route Around the APA and the Constitution, in Duke Law Journal, 2000

 

M. Geist, Fundamentally Fair.com? An Update on Bias Allegations and  the Icann Udrp, 2001

 

K.C. Liyanage, The Regulation Of Online Dispute Resolution: Effectiveness Of Online  Consumer Protection Guidelines, in Deakin Law Review, 2012, p. 251 ss.

 

M. Mueller, Icann and Internet Governance. Sorting through the debris of ‘self-regulation’, in The Journal Of Policy, Regulation And Strategy For Telecommunications Information And Media, 1999, p. 497 ss.

 

M. Mueller, Rough Justice. An Analysis of ICANN’s Uniform Dispute Resolution Policy, Convergence Center, Syracuse University, 2002

 

J. Palfrey, The End Of The Experiment: How Icann’s Foray Into Global Internet Democracy Failed, in Harvard Journal of Law & Technology, 2004, p. 409 ss.

 

A. Raja, ICANN’s New Generic Top-Level Domain Program and Appication Results, in Intellectual Property Brief, 2012, p. 23 ss.

 

J. Waz, P. Weiser, Internet Governance: The Role of Multistakeholder Organizations, in Journal of Telecommunications and High Technology Law, 2013, p. 331 ss.

 

J. Weinberg, Icann and the problem of legitimacy, in Duke Law Journal, 2000, p. 187 ss.

 

J. Weinberg, ICANN, “Internet Stability,” and New Top Level Domains, 2001

 

 

 

7. INTERNET GOVERNANCE MAP (DAL SITO WWW.ICANN.ORG)