Amministrazione e mercato

Verifica di anomalia dell’offerta: ancora una pronuncia del Consiglio di Stato

Con sentenza n. 2811 del 23/6/2016 la V sezione del Consiglio di Stato torna nuovamente a pronunciarsi sulla verifica di anomalia dell’offerta, precisando che “il sub-procedimento di giustificazione dell’offerta anomala non è volto a consentire aggiustamenti dell’offerta in itinere ma mira, al contrario, a verificare la serietà di una offerta consapevolmente già formulata ed immutabile” (in tal senso Consiglio di Stato, Sez. VI, 20 settembre 2013, n. 4676; Sez. V, 2 luglio 2012, n. 3850; Sez. VI, 7 febbraio 2012, n. 636). Viene altresì confermata l’impostazione giurisprudenziale secondo cui il giudizio di anomalia ben può essere fondato sull’inattendibilità di singole voci di costo dell’offerta che, tuttavia, “per la loro importanza ed incidenza rendano l’intera operazione economica implausibile e, per l’effetto, insuscettibile di accettazione da parte dell’Amministrazione, in quanto insidiata da indici strutturali di carente affidabilità” (Sez. V, 9 aprile 2015, n. 1813; 15 novembre 2012, n. 5703; 28 ottobre 2010, n. 7631).

Il caso di specie offre anche l’occasione al Collegio di ribadire quanto già previsto dall’Adunanza Plenaria (sentenza 29 novembre 2012, n. 36), in relazione alla possibile coincidenza tra la commissione tecnica di cui all’art. 88 comma 3 d.lgs 163/2006 e la commissione di gara. In particolare, si afferma che “la commissione tecnica […] ben può coincidere con la commissione di gara laddove questa sia già costituita ed operante, circostanza che si verifica allorquando le operazioni di gara previste nel disciplinare non sono totalmente esaurite, […], posto che il riferimento alla competenza della commissione di gara e quella degli organi ordinari della stazione appaltante è segnato dalla formale chiusura della gara pubblica e che pertanto prima di tale momento è il suddetto organo temporaneo e straordinario a dover provvedere a tutti gli adempimenti necessari, ivi compresa la verifica delle offerte sospette di anomalia”.

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