Giustizia e amministrazione

Un quaderno di ricerca della Banca d’Italia sul Titolo V della Costituzione

qefIl quaderno di ricerca “Principio di sussidiarietà e istanze centripete: 14 anni di applicazione del nuovo Titolo V“, pubblicato dalla Banca d’Italia nella collana Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers) e curato della dott.ssa Cristina Giorgiantonio del Dipartimento Economia e statistica, analizza le modifiche al Titolo V della Carta Costituzionale introdotte nel 2001, e, più in particolare, il riparto di competenze legislative creato in sede di riforma.

L’analisi si snoda secondo due direttrici: i) la coerenza con le indicazioni provenienti dalla letteratura economica circa il decentramento “ottimale” delle competenze legislative e amministrative, e ii) gli effetti sulla funzionalità del sistema istituzionale nazionale, per come ricavabile – in particolare – dall’evoluzione del contenzioso di fronte alla Corte Costituzionale. Le conclusioni non sono del tutto soddisfacenti in punto di efficienza degli assetti, e forniscono spunti di riflessione sul ruolo giocato dalla Consulta nel corso degli ultimi anni, ricordato anche dal prof. Sabino Cassese nel suo recente volume “Dentro la corte: diario di un giudice costituzionale”, e nel precedente scritto su “La giustizia costituzionale in Italia: lo stato presente”, pubblicato nel 2012 nella Rivista trimestrale di diritto pubblico.

Le modifiche varate nel 2001, in alcuni casi, non appaiono riflettere criteri di efficienza. Quanto ai riflessi sul funzionamento del sistema, sebbene la riforma del Titolo V non sembri avere avuto un impatto sulla quantità di leggi prodotte a livello regionale, si osserva un consistente aumento del contenzioso tra Stato e Regioni di fronte alla Corte Costituzionale, che testimonia difficoltà di funzionamento degli interventi realizzati, confusione di poteri e di responsabilità. Complessivamente si registra, inoltre, la tendenza della Corte Costituzionale a circoscrivere l’esercizio della potestà legislativa regionale per assicurare una disciplina uniforme e livelli di tutela omogenei sull’intero territorio nazionale.

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