Diritti fondamentali

Il Tar Lazio si pronuncia sui matrimoni omosessuali

 

 

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Il Tar Lazio, con sentenza n. 3912/2015,  si è pronunciato sul potere di annullamento delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Per il Tar, “allo stato dell’attuale normativa e fatto salvo un intervento legislativo al riguardo, che ponga la legislazione del nostro Paese in linea con quella di altri Stati, europei e non -, le coppie omosessuali non vantano in Italia né un diritto a contrarre matrimonio, né la pretesa alla trascrizione di unioni celebrate all’estero, anche se le unioni tra persone dello stesso sesso non possono essere considerate contrarie all’ordine pubblico (cfr. la richiamata sentenza della Corte di Cassazione n. 4184 del 2012)“.

Pertanto, “la circolare del 7 ottobre 2014 del Ministro dell’Interno non risulta illegittima nella parte in cui si afferma l’intrascrivibilità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso derivante “dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”, in considerazione del difetto di un requisito sostanziale richiesto dalla normativa vigente in materia di stato e capacità delle persone (la diversità di sesso dei nubendi) che non può essere superato dalla mera circostanza dell’esistenza di una celebrazione valida secondo la lex loci ma priva dei requisiti sostanziali prescritti dalla legge italiana relativamente allo stato e alla capacità delle persone“.

Tuttavia, il Tribunale Amministrativo esamina analiticamente “la legittimità dell’ultima parte della medesima circolare, avente ad oggetto il potere di intervento diretto del del Prefetto sui registri dello stato civile, sulla base del quale sono stati adottati i decreti prefettizi impugnati“.

È su tale aspetto che il Tar rileva l’illegittimità dell’annullamento, disposto dal Prefetto, delle trascrizioni disposte dal Comune di Roma.

Secondo il Tar Lazio, infatti, il potere di espunzione o modifica della trascrizione, spetta all’Autorità giudiziaria.

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