Giustizia e amministrazione

La Plenaria si pronuncia sull’immediata impugnabilità delle clausole del bando prive di portata escludente

Con la sentenza 26 aprile 2018, n. 4, l’Adunanza plenaria si è pronunciata:

a) sulla possibilità di impugnare il bando da parte di chi non abbia presentato domanda di partecipazione;

b) sull’onere di immediata impugnazione delle clausole del bando di gara che non rivestano portata escludente.

Il Supremo Consesso, dopo aver chiarito che sussiste il potere del Giudice di appello di rilevare ex officio la esistenza dei presupposti e delle condizioni per la proposizione del ricorso di primo grado (con particolare riguardo alla condizione rappresentata dalla tempestività del ricorso medesimo), non potendo ritenersi che sul punto si possa formare un giudicato implicito, preclusivo alla deduzione officiosa della questione, ha precisato che:

a) l’operatore del settore che non ha presentato domanda di partecipazione alla gara non è legittimato a contestare le clausole di un bando di gara che non rivestano nei suoi confronti portata escludente, precludendogli con certezza la possibilità di partecipazione.

b) le clausole del bando di gara che non rivestano portata escludente devono essere impugnate unitamente al provvedimento lesivo e possono essere impugnate unicamente dall’operatore economico che abbia partecipato alla gara o manifestato formalmente il proprio interesse alla procedura.