Giustizia e amministrazione

Il Consiglio di Stato sulla legittimazione a impugnare di Terna s.p.a.

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Con una recente pronuncia, il Consiglio di Stato (Sez. VI, 11 novembre 2016, n. 4676) ha affermato che la società Terna-Rete Elettrica Nazionale, pur non essendo destinataria diretta, è legittimata a impugnare il provvedimento che ha dichiarato di notevole interesse pubblico le aree coinvolte dal progetto di una diversa società titolare di una autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto di produzione di generazione di energia eolica. In base all’art. 13 del d.lgs. n. 79/99, infatti, a Terna è affidato «l’esercizio dei diritti di proprietà della rete di trasmissione comprensiva delle linee di trasporto e delle stazioni di trasformazione dell’energia elettrica e le connesse attività di manutenzione e sviluppo decise dal gestore». In ragione delle sue funzioni, sussistendo determinati presupposti, tale società ha l’obbligo di connettere alla rete elettrica nazionale tutti i produttori che ne facciano richiesta, compresi quelli che producono energia elettrica utilizzando fonti rinnovabili. Nel caso in esame, una società (Sorgenia s.p.a.) aveva chiesto a Terna di connettersi alla rete per l’impianto di generazione eolica in esame, assumendo l’obbligo di avviare e completare il procedimento di autorizzazione unica. Pertanto, Terna è legittimata a impugnare il provvedimento (nel caso l’atto della Direzione regionale) che, dichiarando di notevole interesse pubblico le aree interessate dal progetto, ha comportato l’oggettiva impossibilità di realizzare un impianto eolico. Ciò in quanto, nella prospettiva di Terna, si è determinata una sorta di arresto procedimentale che ha leso, con attualità e immediatezza, la sua sfera giuridica. Se, infatti, non venisse annullato il decreto regionale, il Gestore delle rete elettrica nazionale non potrebbe usufruire dei vantaggi derivanti dalla avvenuta richiesta di connessione alla rete. Né varrebbe rilevare che la nuova determinazione regionale non preclude la possibilità che, in quell’area, vengano realizzati impianti, quale quello in esame, in quanto ciò che rileva è che essa determina una immediata impossibilità di esercizio del predetto impianto così come autorizzato.

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