Diritto costituzionale

Corte Costituzionale: le principali questioni al vaglio nel mese di maggio

Corte-costituzionale

Come di consueto, sono stati pubblicati sul sito della Corte costituzionale i riferimenti delle principali questioni che saranno discusse nel corso del mese di maggio.

L’attenzione della Consulta verterà principalmente su disposizioni in materia di finanza pubblica, alla luce di diverse impugnazioni, promosse da alcune regioni, di varie disposizioni della legge di stabilità per il 2016.

Tra queste, si segnalano:

  • la norma relativa al sistema di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche disciplinato (articolo 1, comma 510, legge 28 dicembre 2016, n. 208) nella parte in cui consente alle amministrazioni pubbliche obbligate ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni stipulate da Consip s.p.a. o dalle centrali di committenza regionali, di procedere ad acquisti autonomi esclusivamente in seguito ad apposita autorizzazione specificamente motivata resa dall’organo di vertice amministrativo e trasmessa al competente ufficio della Corte dei conti, solo per il caso in cui il bene o il servizio oggetto di convenzione non sia idoneo al soddisfacimento dello specifico fabbisogno dell’amministrazione per mancanza delle caratteristiche essenziali;
  • l’articolo 1, comma 26, della ricordata legge 208/2016, che prevede la sospensione della “efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l’anno 2015”.

Unica questione estranea alla legge di stabilità 2016 segnalata dalla Corte Costituzionale ha ad oggetto la legittimità costituzionale dell’articolo 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, nella parte in cui non prevede che il diritto all’indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, istituito e regolato dalla stessa legge ed alle condizioni ivi previste, spetti anche ai soggetti che abbiano subito lesioni e/o infermità, da cui siano derivati danni irreversibili all’integrità psico-fisica, per essere stati sottoposti a vaccinazione antinfluenzale non obbligatoria, ma raccomandata dall’autorità sanitaria. La norma impugnata limita il diritto all’indennizzo ai soli casi in cui la vaccinazione obbligatoria discenda da una norma di legge o da ordinanza di un’autorità sanitaria italiana.