Autorità indipendenti

Contenimento della spesa pubblica e Autorità indipendenti. Una pronuncia della CGUE

Corte di Giustizia Europea

 

 

Con la sentenza 28 luglio 2016, causa C‑240/15, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha risposto, in sede di rinvio pregiudiziale, al quesito se il Parlamento di uno Stato membro può estendere alle Autorità nazionali di regolamentazione le misure legislative di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica adottate per gli altri enti pubblici. Più nel dettaglio, la domanda riguardava l’interpretazione dell’articolo 3 della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica, come modificata dalla direttiva 2009/140/CE, nonché dell’articolo 12 della direttiva 2002/20/CE, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica. La controversia alla base del ricorso, che ha visto, da un lato, l’Autorità italiana per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e, dall’altro, l’Istituto Nazionale italiano di Statistica (ISTAT), la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, riguardava l’inserimento dell’Autorità nell’elenco delle amministrazioni pubbliche incluse nel conto economico consolidato. La Corte di Giustizia ha risposto positivamente al quesito, affermando che le succitate norme contenute nelle direttive comunitarie non ostano a una normativa di uno Stato membro che assoggetti un’autorità di regolamentazione (nella specie, l’Agcom) a disposizioni nazionali applicabili in materia di finanza pubblica e, in particolare, a disposizioni sul contenimento e la razionalizzazione delle spese delle amministrazioni pubbliche, quali quelle di cui al procedimento principale.

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