Diritto amministrativo europeo

Meccanismo unico di vigilanza: verso un’espansione degli ambiti di competenza?

Quattro recenti casi di potenziali violazioni della disciplina europea in materia di anti-money laundering da parte di alcuni enti creditizi soggetti alla vigilanza integrata della BCE e delle autorità nazionali competenti nell’ambito del meccanismo unico di vigilanza (MVU) hanno posto al centro del dibattito il tema delle “competenze escluse” dal Regolamento istitutivo del MVU.

L’argomento è al centro di un recente studio della Commissione europea, nel quale i quattro casi – la lettone ABLV Bank AS, l’estone Verso Bank, la maltese Pilatus Bank e la filiazione estone della banca danese Danske Bank – vengono analizzati proprio nell’ottica della interazione tra le diverse componenti dell’unione bancaria e del Sistema europeo di vigilanza finanziaria.

Nello studio si sottolinea come:

A robust assessment whether a bank may be involved in some kind of money laundering activity can only be based on detailed information at transaction level; it is exactly that sort of information that supervisory or law enforcement authorities will seek to obtain in the course of targeted on-site inspections. Supervisory key indicators […] do not seem fit-for-purpose to reliably flag potential money laundering activities. However, other indicators (such as ownership concentration, the share of non-resident clients, and the share of non-euro deposits, and loan-to-deposit ratio) are more likely to possibly point to money laundering problems, even if they have clear limitations as well.

Sul tema, hanno pesato anche le valutazioni espresse da Danièle Nouy, chair del MVU, nel corso di un’audizione innanzi alla Commissione ECON del Parlamento europeo:

we need an European institution that is implementing in a thorough, deep, consistent fashion this legislation in the Euro area […] We need to change the situation. It’s not sustainable to stay in that situation.

Qualsiasi espansione dell’ambito di competenze enumerate della BCE nel quadro del MVU richiederebbe l’onerosa modifica del Regolamento istitutivo (1024/2013). Al contempo, la stessa potrebbe risultare dubbia alla luce dei limiti stabiliti dal Trattato sul funzionamento dell’unione europea. D’altronde, un ampliamento dei compiti del MVU potrebbe risultare particolarmente problematico in virtù della lettura particolarmente “ampia” della centralizzazione dei compiti in capo alla BCE proposta dalla Corte di giustizia dell’Unione europea in un recente caso relativo a un intermediario creditizio “meno significativo” (Landeskreditbank Baden-Württemberg).