Diritto amministrativo europeo

Brexit: la Supreme Court conferma la pronuncia dell’High Court

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Con sentenza definitiva, pronunciata nel caso R (on the application of Miller and another) (Respondents) v Secretary of State for Exiting the European Union (Appellant)  il 24 gennaio 2017, la  Supreme Court ha confermato l’orientamento espresso dall’High Court lo scorso 3 novembre 2016, respingendo il ricorso del Governo. In base a tale importante decisione, l’uscita dall’Unione europea, attraverso la procedura descritta dall’art. 50 del Trattato di Lisbona, potrà dunque essere azionata solo con l’approvazione di Westminster, in quanto il referendum di giugno sulla Brexit aveva un valore puramente consultivo. Allo stesso tempo, la Corte ha risolto un altro particolare di grande rilievo: il Governo non ha l’obbligo di interpellare preventivamente i parlamenti di Scozia, Irlanda del Nord e Galles in merito alla questione. Il Presidente della Corte, Lord David Neuberger, infatti, ha affermato che “i ministri britannici non sono legalmente obbligati a consultare le legislature decentrate”, escludendo così qualunque potere di veto da parte delle assemblee di Scozia, Galles e Irlanda del Nord sulla Brexit. L’intervento di questi parlamenti era considerato uno dei più grossi ostacoli all’applicazione del summenzionato articolo 50, in quanto le tre regioni erano contrarie all’uscita dall’Unione europea.

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