Diritto amministrativo europeo

Attuazione IV direttiva antiriciclaggio: integrato l’elenco dei Paesi “ad alto rischio”

Commissione Europea_logoCon atto del 13 dicembre 2017, la Commissione Europea ha modificato l’elenco dei Paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, precedentemente adottato con il regolamento delegato (UE) 2016/1675 integrante la direttiva 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio.

L’atto si inserisce nel contesto della nuova disciplina europea in materia di “anti-money laundering and counter-terrorist financing“, costituita dalla direttiva (UE) 2015/849 (cd. “IV direttiva antiriciclaggio”) e dal regolamento (UE) 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi. Ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva in questione, allo scopo di proteggere il corretto funzionamento del mercato interno, devono essere individuate le giurisdizioni dei paesi terzi con carenze strategiche nei rispettivi regimi nazionali di AML/CFT che pongono minacce significative al sistema finanziario dell’Unione (“paesi terzi ad alto rischio”).  Il seguente paragrafo 2 conferisce alla Commissione il potere di adottare atti delegati per l’individuazione di tali paesi, individuazione da effettuare tenendo conto di eventuali carenze strategiche, con particolare riguardo: a) al quadro legale ed istituzionale AML/CTF del Paese terzo considerato; b) ai poteri e alle procedure di cui dispongono le autorità competenti del Paese terzo ai fini della lotta al terrorismo e al riciclaggio; c) all’efficacia del sistema AML/CTF quanto al contrasto a tali minacce.

In conseguenza dell’attribuzione di tale potere, il 14 luglio 2016 Bruxelles ha adottato il regolamento delegato (UE) 2016/1675, contenente un elenco di paesi terzi considerati ad alto rischio. Per assicurare l’applicazione della disciplina comunitaria nelle more dell’elaborazione di una nuova metodologia per l’individuazione di tali Paesi si è reso necessario continuare ad aggiornare l’elenco.

La Commissione ha dunque ritenuto, in considerazione di alcuni documenti del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (Improving Global AML/CFT Compliance: on-going process, rapporti di cooperazione internazionale e rapporto di valutazione reciproca del GAFI e dei gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI riguardo ai rischi presentati dai singoli paesi terzi, in linea con l’articolo 9, paragrafo 4, della quarta direttiva antiriciclaggio), nonché dell’esito della 29a riunione plenaria del GAFI, che Sri Lanka, Trinidad e Tobago e Tunisia debbano essere considerati ad alto rischio e dunque inseriti nell’elenco dei paesi con carenze strategiche nei loro regimi di AML/CFT che pongono minacce significative al sistema finanziario dell’Unione (di cui all’atto delegato previsto dall’articolo 9 della quarta direttiva antiriciclaggio).

Le conseguenze dell’inserimento nell’elenco consistono nella necessaria applicazione da parte dei soggetti obbligati al rispetto della disciplina AML/CTF in tutti gli Stati membri delle misure rafforzate di adeguata verifica della clientela quando trattano con persone fisiche o entità giuridiche aventi sede nei paesi terzi ad alto rischio (art. 18 IV direttiva AML). Tali obblighi varrano pertanto anche nei confronti dei paesi da ultimo aggiunti, ossia Sri Lanka, Trinidad e Tobago e Tunisia.

Regolamento delegato C(2017) 8320

Dettagli dell’atto

Direttiva UE 2015/849 del Parlamento e del Consiglio

Regolamento UE 2015/847