Amministrazione e mercato

Pubblicati i metodi AIR dell’Autorità di regolazione dei Trasporti

Logo_ART_Autorita-di-Regolazione-dei-TrasportiCon delibera n. 136 del 24 novembre 2016, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha approvato il documento recante i “Metodi di analisi di impatto della regolamentazione dell’Autorità di regolazione dei trasporti” che, ai sensi dell’articolo 12, della legge n. 229/2003, la stessa intende seguire, in fase di prima attuazione, per l’emanazione degli atti di regolazione di competenza. Il documento costituisce una prima analisi metodologica per la predisposizione di linee guida sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) all’interno dell’Autorità. La metodologia indicata si basa sulle linee guida del Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in particolare, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 170/2008, “Regolamento recante disciplina attuativa dell’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)”, aggiornato dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2013, e il documento “Strumenti per il ciclo della regolazione” del mese di aprile 2013.

L’introduzione dell’AIR mira a garantire un miglioramento della qualità del processo regolatorio dell’Autorità, già ispirato a criteri di semplificazione ed efficacia, rendendo trasparente il percorso decisionale che conduce ad una determinata opzione di intervento.

La metodologia indicata dall’Autorità si compone di 7 fasi:

1. l’analisi del contesto normativo di riferimento;

2. l’esposizione delle motivazioni dell’intervento regolamentare, distinte in primarie (promozione della concorrenza e alla protezione degli utenti finali attraverso) e secondarie (derivanti da situazioni di fatto riscontrabili sui mercati e non rispondenti agli obiettivi di promozione della concorrenza e degli utenti finali dell’Autorità, previsti dal quadro normativo vigente);

3. l’ambito di intervento, oggettivo e soggettivo. Sul piano oggettivo, in quest’area dell’AIR sono descritti gli assetti regolamentari definiti da altri soggetti istituzionali (ad esempio, i contenuti dei contratti di servizio da parte di Regioni e Enti locali), le caratteristiche del settore, il numero e tipo di imprese, le tecnologie prevalenti e di prossima adozione, i segmenti di mercato che lo compongono e i problemi competitivi che richiedono un intervento del regolatore. L’ambito soggettivo individua, invece, i soggetti direttamente o indirettamente interessati dall’intervento di regolazione;

4. gli obiettivi, articolati in: generali, specifici e operativi. Ognuno di essi dovrebbe avere un set di indicatori necessari a verificare ex post (nell’ambito della VIR – Verifica di Impatto della Regolazione) gli effetti dell’intervento regolatorio e l’effettivo perseguimento degli obiettivi stabiliti ex ante. Gli obiettivi dovrebbero pertanto essere circostanziati, misurabili e perseguibili entro i tempi indicati;

5. definizione delle opzioni alternative, inclusa l’opzione “zero” (nessun intervento). Ai fini dell’efficacia dell’esercizio di comparazione delle varie alternative, le opzioni regolatorie dovrebbero essere limitate numericamente e scelte in modo tale che siano effettivamente praticabili. Inoltre, le opzioni regolatorie ipotizzate dovrebbero essere graduate in funzione della maggiore onerosità imposta ai destinatari delle misure regolamentari, così da consentire un più efficace confronto con i benefici attesi e tra le opzioni stesse;

6. individuazione dell’opzione preferita, sulla base di una valutazione comparativa, e motivazione della scelta;

7. stesura di una relazione AIR conclusiva, oggetto di pubblicazione, nella quale viene offerto un quadro riassuntivo delle fasi dell’analisi, delle scelte operate e delle relative motivazioni e viene indicato chiaramente quale potrebbe essere l’impatto dell’intervento dell’Autorità.

L’individuazione dei provvedimenti regolatori, o di specifici ambiti contenuti all’interno di un più ampio atto di regolazione, che necessitano di essere accompagnati da un’analisi di impatto della regolamentazione, consiste in un piano, di norma annuale, di interventi di natura regolatoria nei settori dei trasporti. Da tale piano di interventi vengono selezionati quelli che hanno effetti rilevanti sui mercati. Su tali interventi, l’Autorità opera una valutazione di impatto e predispone un apposito piano (il cosiddetto “Piano AIR”), derogabile nei tempi e nei contenuti.

Rientrano tra le tipologie di provvedimenti inseribili in un piano AIR i provvedimenti di regolamentazione economica di un intero settore o di uno dei mercati che lo compongono, nonché quelli che hanno effetti economici rilevanti su specifiche categorie di imprese o di utenti finali, quali per esempio gli interventi relativi agli obblighi di controllo delle tariffe, trasparenza, accesso alla rete, definizione degli standard di qualità, di

tutela degli utenti finali, di definizione degli schemi dei bandi di gara e sul contenuto del servizio pubblico. Al contrario, non rientrano tra i provvedimenti soggetti all’AIR quelli che:

a) non hanno effetti vincolanti sul mercato, quali le indagini conoscitive, i pareri e le segnalazioni;

b) hanno natura individuale;

c) riguardano l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorità (inclusi quelli concernenti l’approvazione di bilanci e consuntivi l’acquisto di beni e servizi nonché l’assunzione del personale);

d) hanno un contenuto vincolato;

e) non hanno un contenuto innovativo, ovvero hanno un basso impatto per lo sviluppo dei settori regolati;

f) sono adottati in casi di necessità e di urgenza.

La gestione dell’AIR si dovrebbe articolare in tre fasi principali: la prima, di pianificazione degli interventi, la seconda, di selezione degli interventi da accompagnare con le AIR e, la terza, di avvio vero e proprio del processo di valutazione fino al completamento di un documento definitivo contenente i risultati attesi dell’impatto delle misure regolamentari.

Il processo di adozione dell’AIR a regime sarà articolato secondo il seguente schema: 1. l’Autorità definisce un piano annuale delle attività e dei procedimenti soggetti ad AIR; 2. all’atto di avvio del procedimento istruttorio è indicato se lo stesso è soggetto ad AIR e sono contestualmente separate e attribuite a due distinti soggetti la responsabilità del procedimento e la responsabilità dell’AIR; 3. nel corso del procedimento istruttorio le fasi di interazione tra l’Autorità e il mercato, per esempio attraverso consultazioni pubbliche, contengono anche uno schema di AIR; 4. al termine del procedimento, il provvedimento finale è corredato di una relazione sull’AIR.

In allegato al documento, è riportato uno schema-tipo di AIR.

Silvia Simone