Amministrazione e mercato

Linee guida Anac n.6: nuovo parere del Consiglio di Stato

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Con pronuncia n. 2042 del 25 settembre 2017, il Consiglio di Stato ha reso il parere sull’aggiornamento delle Linee guida Anac n. 6, recanti “indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c), del codice dei contratti pubblici” (di seguito “Codice”), in conseguenza delle modifiche apportate dal d.lgs. 19 aprile 2017, n. 56 (cd. “decreto correttivo”).

In particolare, con riferimento ai motivi di esclusione correlati alla sussistenza di “gravi illeciti professionali”(art. 80, comma 5, lett. c)), la Commissione Speciale ha sottolineato l’opportunità di meglio specificare nelle linee guida che la condanna non definitiva per i reati ivi indicati può acquisire rilevanza ai fini della configurazione della suddetta fattispecie, ferma restando la valutazione discrezionale della stazione appaltante in ordine all’idoneità dell’illecito a porre in dubbio l’integrità o l’affidabilità dell’operatore economico.

Il Consiglio di Stato ha suggerito inoltre all’Autorità di ancorare la fattispecie prevista dalla lett. fbis) del menzionato articolo (esclusione automatica dell’impresa determinata dalla presentazione di documentazione o dichiarazioni non veritiere) ad omissioni di circostanze “facilmente e oggettivamente individuabili”, quali le sentenze di condanna per qualunque tipo di reato. Sempre con riguardo alle dichiarazioni mendaci o reticenti, il Consiglio di Stato ritiene utile che l’Anac chiarisca se anche in questa ipotesi siano consentite misure di self-cleaning ai sensi dei commi 7 e 8, prescindendo così dal rispetto del principio di leale collaborazione con l’amministrazione ed in contrasto con un recente orientamento dello stesso collegio (sez. III, 5 settembre 2017, n. 4192).

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